Taranto, omicidio Sako: otto indagati. Sequestrato il cellulare di un 14enne
Sequestrato il cellulare del minorenne, dal quale potrebbero emergere nuovi elementi per ricostruire le ore precedenti al delitto e chiarire il movente.
Si allarga l’inchiesta sull’omicidio di Bakari Sako, il bracciante agricolo di 35 anni originario del Mali, ucciso a coltellate all’alba del 9 maggio scorso in piazza Fontana, nella Città Vecchia di Taranto.
Un ragazzo di appena 14 anni è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di porto abusivo di arma. Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato lui a consegnare a uno dei componenti del gruppo il coltello successivamente utilizzato per colpire mortalmente il bracciante.
Il giovanissimo, ascoltato dagli inquirenti il 22 ottobre, non avrebbe partecipato all’aggressione e, secondo quanto emerso, non sarebbe stato a conoscenza delle intenzioni degli altri ragazzi. Nei suoi confronti non viene contestato il concorso in omicidio.
Gli investigatori hanno disposto il sequestro del suo telefono cellulare, nella speranza di individuare, attraverso l’analisi delle conversazioni, nuovi elementi utili a ricostruire gli spostamenti del gruppo nelle ore precedenti al delitto e a fare luce sul movente, ancora non del tutto chiarito.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno consentito alla Squadra Mobile di Taranto di ricostruire le fasi finali dell’aggressione e parte dei movimenti compiuti dai presunti responsabili. Restano tuttavia alcuni interrogativi sul percorso seguito dal gruppo prima di raggiungere piazza Fontana e sulle ragioni che portarono a prendere di mira proprio il bracciante, che si stava recando al lavoro.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, quella notte alcuni componenti del gruppo avrebbero tentato di aggredire anche un altro giovane straniero in bicicletta, riuscito a sfuggire all’assalto. Poco dopo, in piazza Fontana, Bakari Sako sarebbe stato circondato, picchiato e colpito con tre coltellate al petto.
Con il coinvolgimento del quattordicenne salgono a otto le persone complessivamente indagate, a vario titolo, nell’inchiesta coordinata dalla Procura ordinaria e da quella per i minorenni.
Sei sono accusate di concorso in omicidio volontario: quattro minorenni, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, detenuti negli istituti penali di Bari e Lecce, e due maggiorenni, Fabio Sale, 20 anni, e Cosimo Colucci, 22 anni, entrambi in carcere.
Risulta inoltre indagato per favoreggiamento il barista presso il quale la vittima avrebbe cercato rifugio durante l’aggressione. Secondo l’accusa, avrebbe omesso di riferire agli investigatori la presenza di uno dei componenti del gruppo.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla procuratrice minorile Daniela Putignano e dalla sostituta procuratrice Paola Francesca Ranieri, proseguono per chiarire gli ultimi aspetti della vicenda, a partire dal movente di un omicidio che ha profondamente scosso la comunità tarantina.

