Nuovo rogo ai danni della Gial a Fasano, distrutti 29 mezzi per la raccolta dei rifiuti. Video
Dopo i gravi incendi che negli ultimi mesi hanno interessato i depositi della raccolta rifiuti di Manduria e Sava, un nuovo rogo colpisce il settore dell’igiene urbana in Puglia. Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre un vasto incendio è divampato all’interno e nelle aree esterne del deposito della GIAL Srl, azienda del gruppo Gialplast che gestisce servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, situato nella zona industriale di Fasano, in via Giacomo Rosato.
L’allarme è scattato poco dopo la mezzanotte. Le fiamme hanno rapidamente avvolto diversi veicoli aziendali utilizzati per i servizi di igiene urbana, tra mezzi pesanti e automezzi leggeri. Sarebbero 29 i mezzi completamente distrutti, mentre il capannone ha riportato ingenti danni strutturali.
Per domare il rogo è stato necessario un massiccio intervento dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Brindisi, supportati dai distaccamenti di Ostuni, Francavilla Fontana e Monopoli. Le operazioni di spegnimento, bonifica e messa in sicurezza sono proseguite per diverse ore e hanno consentito di evitare che l’incendio si propagasse alle attività limitrofe della zona industriale.
Sull’accaduto indagano i carabinieri per accertare le cause del rogo. Al momento nessuna pista viene esclusa e tra le ipotesi al vaglio figura anche quella dell’origine dolosa. Resta inoltre da valutare l’impatto dell’incendio sull’operatività dei servizi di raccolta rifiuti svolti dall’azienda sul territorio.
L’episodio riporta l’attenzione su una serie di incendi che negli ultimi mesi hanno interessato aziende attive nel comparto della raccolta dei rifiuti. Lo scorso 11 luglio un incendio aveva colpito il deposito Gialplast di Manduria, distruggendo almeno sette compattatori utilizzati per il servizio di igiene urbana. Poche settimane dopo, il 3 agosto, un nuovo rogo si verificò nel deposito della stessa azienda a Sava: le fiamme distrussero tre autocompattatori destinati alla raccolta dei rifiuti. Anche per quegli episodi furono avviate indagini sulle cause e gli investigatori non esclusero l’ipotesi dolosa.
La successione di episodi che hanno interessato impianti e mezzi utilizzati per la gestione dei rifiuti alimenta inevitabilmente interrogativi e preoccupazioni. Non è escluso che possa esserci la mano della criminalità organizzata. Saranno ora gli accertamenti delle forze dell’ordine a stabilire se si tratti di eventi scollegati tra loro o se possano emergere eventuali elementi comuni dietro i roghi che, nel giro di pochi mesi, hanno colpito Manduria, Sava e Fasano.

