Violenza nelle manifestazioni, Azione Under 30 Taranto: «Condannare gli scontri, ma non ignorare il disagio dei giovani»
Condannare senza esitazioni ogni forma di violenza, ma senza perdere di vista le ragioni del crescente disagio giovanile. È questa la posizione espressa dalla Segreteria provinciale di Azione Under 30 Taranto,
che interviene dopo i recenti scontri verificatisi durante alcune manifestazioni di piazza, richiamando l’attenzione sulle difficoltà economiche e sociali che pesano sulle nuove generazioni.
A prendere posizione è Alessio Gennari, segretario provinciale di Azione Under 30 Taranto e segretario di Azione Manduria, che ribadisce la ferma condanna degli episodi di violenza e prevaricazione, sottolineando come questi rischino di compromettere anche le ragioni di chi manifesta pacificamente.
«La violenza non è mai la risposta e rischia unicamente di oscurare e danneggiare le cause di chi scende in strada per manifestare pacificamente», si legge nella nota diffusa dal movimento giovanile.
Tuttavia, secondo Azione, limitare il dibattito pubblico agli scontri significherebbe ignorare le condizioni che alimentano la frustrazione di molti ragazzi.
«Ci troviamo di fronte alla generazione più istruita di sempre, ma anche a quella a cui vengono offerte le minori opportunità», evidenzia il movimento, denunciando un divario sempre più marcato tra formazione, aspettative e possibilità concrete di realizzazione personale e professionale.
Al centro della riflessione c’è soprattutto il mondo del lavoro. I giovani, secondo Azione Under 30, devono confrontarsi con occupazioni spesso sottopagate, contratti precari e mansioni non adeguate alle competenze acquisite. Condizioni che rendono difficile raggiungere l’indipendenza economica, lasciare la casa dei genitori e costruire un progetto di vita autonomo.
Una situazione che assume particolare rilevanza anche nella provincia di Taranto, dove la scarsità di opportunità professionali spinge molti giovani a trasferirsi in altre regioni o all’estero.
Il movimento individua le radici di queste difficoltà nelle scelte economiche e industriali degli ultimi trent’anni, attribuendo responsabilità alle diverse forze politiche che si sono alternate al governo del Paese. Tra le criticità indicate figurano l’eccessivo ricorso al debito pubblico, la carenza di investimenti infrastrutturali e l’assenza di una strategia industriale capace di creare occupazione qualificata.
Da qui l’appello alla politica affinché il disagio giovanile non venga affrontato soltanto quando sfocia in manifestazioni e tensioni sociali.
«Chiediamo che la politica, a tutti i livelli, smetta di guardare i giovani solo quando la protesta sfocia nella tensione pubblica e inizi ad affrontare concretamente le cause strutturali del loro malessere», sottolinea Azione Under 30 Taranto.
Tra le priorità indicate dal movimento figurano maggiori investimenti nell’istruzione, politiche attive per favorire l’ingresso nel mercato del lavoro e un sistema economico più dinamico e meritocratico.
L’obiettivo, conclude Gennari, è costruire un nuovo patto generazionale che consenta ai giovani di trovare opportunità concrete senza essere costretti ad abbandonare il proprio territorio per realizzare le proprie aspirazioni.
Una riflessione che, partendo dagli episodi di violenza nelle piazze, riporta al centro del confronto politico una questione più ampia: il diritto delle nuove generazioni a costruire il proprio futuro.

