Noscaricoamare. Legambiente: “Teniamoci uniti avremo la forza per farcela”

“Obiettivo comune deve essere per tutti quello di scongiurare la realizzazione del progetto che prevede il recapito finale dei reflui del depuratore in mare con la realizzazione di una abominevole condotta sottomarina. Nessuno deve sottrarsi al raggiungimento di tale scopo imponendo soluzioni alternative in esclusiva dovendosi valutare qualsiasi alternativa utile a salvaguardare l’ambiente.” Anche Legambiente di Manduria aderisce alla manifestazione del prossimo 19 Aprile e invita a ternersi uniti seguendo il comune obiettivo di bloccare il progetto già appaltato. “La scelta di realizzare un tubo e di scaricare in mare i reflui del depuratore è sbagliata e contro quella si deve creare un fronte comune senza condizioni – prosegue il Presidente avv. Giuseppe De Sario. “Legambiente ha sempre appoggiato ed appoggerà qualsiasi soluzione alternativa che sia legalmente compatibile con l’ordinamento dello stato, con la tutela dell’ambiente e con la salvaguardia del paesaggio senza imporre soluzioni alternative in esclusiva per poter avere la forza tutti insieme di impedire innanzi tutto la realizzazione del “tubo “”
“Ci sarà modo di discutere uniti – annuncia ancora De Sario – sulle soluzioni alternative anche con imminenti incontri informativi che il nostro circolo ha programmato da tempo con i cittadini di Manduria ed Avetrana e con la partecipazione di esperti che potranno rendere finalmente tutti edotti sulla pericolosità della realizzazione dello scarico a mare dei reflui del depuratore così come progettato e sulle possibili soluzioni alternative con esempi già sperimentati”.
Sulle polemiche sorte attorno alle amministrazioni locali accusate di non aver prodotto nessuna delibera utile a supportare il percorso deciso dal Coordinamento Intercomunale Noscaricoamare afferma inoltre “E’ impensabile l’idea di escludere le amministrazioni comunali di Manduria ed Avetrana dal fronte comune del “no scarico a mare “ anzi da tempo abbiamo ritenuto indispensabile l’intervento anche delle amministrazioni regionale, provinciale e del Ministero dell’Ambiente e di tutte le forze politiche del territorio”
E rivolge un appello “Al Ministero dell’Ambiente chiediamo che prenda atto – con assunzione di proprie responsabilità – dello scempio che si vuole mettere in essere con la realizzazione del progetto deliberato dal Consiglio Regionale della Puglia guardando ai numeri relativi ai depuratori con scarico a mare o ancora peggio nel sottosuolo già in essere nel territorio nazionale. Quasi tutti hanno causato gravissimi danni ambientali e la maggior parte sono stati oggetto di procedimenti penali e sono risultati fuori legge con la emanazione di condanne penali anche a carico degli amministratori e comunque destinatari di procedure d’infrazione da parte della UE”

E conclude “La politica del “tubo” ha portato dappertutto come conseguenza acque inquinate da scarichi non depurati adeguatamente con presenze di escherichia coli e enterococchi intestinali che contribuiscono non solo ad inquinare i fiumi e il mare, ma che mettono in pericolo la stessa salute dei cittadini.
Sarebbe un imperdonabile errore dividersi sulle soluzioni alternative sulle quali dobbiamo confrontarci senza pregiudizi ed è invece necessario ed indispensabile convergere sul ” noscaricoamare ” impedendo la realizzazione del progetto così come appaltato.

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