Depuratore consortile. M5S accusa Amministrazione: “Ferma per un anno per dirottare su altre scelte”.

Il problema “depuratore” poteva essere risolto già lo scorso anno e invece è provato che ogni amministrazione, più che preoccuparsi di tutta la comunità che l’ha eletta e le ha dato fiducia, cerca altri scopi”. E’ quanto affermato in una nota dal MoVimento 5 Stelle
– Meetup di Manduria che ricostruisce gli sviluppi della vicenda legata alla realizzazione del Depuratore consortile negli ultimi 12 mesi.
“Poco più di un mese fa – ricorda il MoVimento – avevamo proposto di ripartire dal progetto e dalle azioni compiute dal Comitato “Noscaricoamare” per ciò che riguardava l’individuazione di un percorso risolutivo che eliminasse la condotta sottomarina che scarica in mare, prevista per il costruendo depuratore”.
“Attraverso il lavoro del Comitato – si spiega nella nota – si era giunti ad individuare un bacino di utenza, per le acque reflue depurate, da utilizzare in agricoltura, la cui estensione era stata individuata con una procedura inclusiva e partecipativa degli agricoltori interessati, dei cittadini informati e degli attori istituzionali quali regione Puglia, AQP, Ente Arneo e associazioni di categoria degli agricoltori”.
Una proposta, questa, che, il 23 luglio dello scorso anno, nel corso dell’incontro tenuto nell’ufficio del Sindaco alla presenza di tutti i consiglieri comunali, gli assessori di allora, i referenti del Comitato e della Regione, aveva suscitato interesse incassando la promessa di definire e concludere il percorso individuato. Questo abbiamo proposto perché questo era stato l’interesse promesso lo scorso anno nell’incontro tenuto il 23 luglio ci si era ripromessi di definire e concludere il percorso individuato.
“Alle promesse non sono seguite le decisioni sperate- accusa il Meetup manduriano del M5S – e ciò che era a portata di mano è divenuto sempre più irraggiungibile. Come se non bastasse, l’amministrazione Massafra aveva in serbo una sorpresa: un’idea di sfruttamento alternativo, già emersa con la passata amministrazione Tommasino e tornata in auge per volontà di questa amministrazione o di qualcuno della sua maggioranza.
Di cosa si tratti, come cittadini non è dato sapere nei dettagli, però si sa che la documentazione definitiva è stata inviata a Bari in data 6 febbraio. In quell’occasione fu trasmessa copia dello ‘Studio di fattibilità per il riutilizzo delle acque reflue depurate ed affinate (provenienti dal costruendo depuratore consortile), ai fini irrigui, ovvero per la valorizzazione dell’area comunale in contrada Marina e lo smaltimento ultimo mediante trincee drenanti’. Quindi, l’amministrazione attuale, in virtù della sola delega elettorale, ha bloccato il progetto a costo zero del Comitato ed ha scelto di spendere soldi pubblici di tutti i cittadini di Manduria per portare avanti un proprio progetto, senza alcun coinvolgimento della cittadinanza”.
“Dopo l’ultimo incontro a Bari di lunedì scorso, la Regione ha chiesto proposte alternative allo scarico a mare, da consegnare entro il 4 agosto e – concludono i Pentastellati manduriani – ovviamente, l’amministrazione sosterrà il proprio progetto con cui vuole dirottare le acque reflue verso la masseria Marina, come previsto dalla progettazione pagata con soldi pubblici, e non quello invece di indirizzare le acque reflue per uso irriguo verso l’agricoltura.

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