Usura. Operazione “AS Petro”: sequestrati beni per oltre 13 milioni di euro

Beni per oltre 13 milioni di euro sono stati sequestrati oggi ad un’organizzazione dedita all’usura, all’estorsione e al riciclaggio. Il decreto di sequestro – emesso della 2^ Sezione Penale del Tribunale di Lecce, su richiesta del Sost. Procuratore dott. Alessio Coccioli – è stato eseguito dagli uomini del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza di Lecce nei confronti dei componenti di un gruppo criminale con base in Galatina, capeggiato da soggetti contigui ad esponenti di rango del clan mafioso “Coluccia”.
Il provvedimento giunge al termine di un’indagine delegata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia – denominata convenzionalmente “RIBA” – che aveva portato nel mese di settembre dello scorso anno all’arresto di 9 persone e al sequestro preventivo dei beni riconducibili agli indagati per oltre 5 milioni di euro.
Le investigazioni, che hanno interessato un ampio arco temporale, hanno evidenziato come i destinatari del provvedimento odierno fossero abitualmente dediti all’usura, all’esercizio abusivo della raccolta del risparmio, alle estorsioni, al riciclaggio, al
reimpiego di denaro di provenienza delittuosa nonché alla turbativa d’asta. Il gruppo criminale, anche in ragione della vicinanza al citato clan, nel perseguire i propri intenti si avvalesse di modalità mafiose, accompagnando le proprie pretese creditorie con
comportamenti minacciosi sfociati in numerosi episodi di estorsione e di violenza privata.
E’ stata inoltre accertata l’adozione da parte del sodalizio criminale di precise strategie di infiltrazione nell’economia legale. Infatti, una parte dei proventi conseguiti dall’usura e dall’esercizio abusivo dell’attività finanziaria veniva impiegata per finanziare sia attività commerciali riconducibili a congiunti degli indagati, operanti nel settore dei supermercati e del
commercio di oro e preziosi, sia nelle compravendite immobiliari, come attestato dalla frequente partecipazione di alcuni degli indagati alle procedure esecutive presso il Tribunale di Lecce.
I controlli sulla regolarità di tali aggiudicazioni, hanno, infatti, evidenziato gravi condotte tese a turbare la libertà degli incanti
mediante minacce di azioni ritorsive rivolte dai sodali contro privati allo scopo di ottenere l’abbandono dell’asta e l’aggiudicazione dei relativi beni.
Per questo, il GICO del Nucleo di Polizia Tributaria di Lecce, con il supporto dello SCICO (Sevizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata), ha eseguito accertamenti nei confronti dei componenti del sodalizio, raccogliendo inconfutabili elementi attestanti l’elevata pericolosità sociale degli investigati, la loro propensione a delinquere e la loro refrattarietà ad adeguarsi alle regole del quieto vivere sociale, oltre che una netta sperequazione tra le elevatissime disponibilità economico–patrimoniali e la ben
più modesta posizione reddituale da ciascuno dichiarata.

Sulla base delle informazioni raccolte, il Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, dr. Alessio COCCIOLI, ha chiesto ed ottenuto dalla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Lecce il sequestro dei beni mobili, immobili e delle disponibilità finanziarie che non hanno trovato giustificazione nei redditi dichiarati e nelle attività svolte dagli indagati e dai loro familiari.

In particolare sono stati sottoposti a vincolo reale attività commerciali, quali gioiellerie, supermercati e società immobiliari,
con immobili ubicati nei Comuni di Lecce, Galatina, Aradeo, Melendugno, nonché autovetture e disponibilità finanziarie il cui
valore complessivo è stato quantificato in oltre 13 milioni di euro.
Soto sequestro sono finiti 24 fabbricati (abitazioni, locali commerciali e garage), 1 terreno, 21 beni mobili registrati
(auto/motoveicoli), 4 società (di cui una esercente attività di supermercato, due di commercio all’ingrosso di preziosi ed una
immobiliare), 3 ditte individuali (di cui una esercente attività di supermercato e due di commercio al dettaglio di preziosi), saldi
attivi riferiti a n.54 rapporti finanziari ed 8 rapporti assicurativi/fondi pensione.
I beni posti sotto sequestro sono stati affidati all’amministrazione di un custode giudiziario appositamente nominato dal Tribunale di
Lecce.

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