Depuratore. Manduria in stato di assedio: chi lo ha voluto?

Da lunedì all’alba quando i mezzi pesanti della ditta Putignano si sono presentati scortati da camionette di polizia carabinieri e guardia di finanza per non far accedere nessuno nei pressi del cantiere dove notte e giorno si sta proseguendo con i lavori, Manduria sta vivendo una situazione surreale.
E naturalmente non mancano le considerazioni su quanto accade.
Manduria, secondo i Verdi, sembra in stato d’assedio.
“È quasi scontato – affermano in una nota – provare sentimenti di rabbia e sdegno e indirizzarli ai vertici regionali, di AQP, ai cosiddetti poteri forti che si fanno scudo della legge e invocano l’intervento del suo braccio armato. Ma una grossa fetta di responsabilità per quanto sta accadendo ricade sul sindaco di Manduria, che, con la sua improvvida lettera indirizzata, tra gli altri, anche al Prefetto, con la quale semplicemente diffidava tutti ad iniziare i lavori, declinando ogni responsabilità per il disastro ambientale che si andava consumando, ha di fatto messo in moto le ruspe.”
“Non a caso il Presidente Emiliano – evidenziano ancora i Verdi – la richiama in tutte le sue comunicazioni. Che altro poteva fare il Prefetto, di fronte ad una simile richiesta da parte di un Sindaco, massima autorità sanitaria del territorio?
Ora – concludono i Verdi di Manduria, rimarcando l’evidente contraddizione – lo stesso sindaco manifesta la volontà di riaprire un dialogo con quegli stessi vertici regionali che ieri ha diffidato ad iniziare i lavori. Ma di quanto credito presso quelli ancora dispone?”

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