Manduria, la Processione degli Alberi riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia
Un altro importante riconoscimento per le tradizioni religiose e popolari di Manduria. Dopo la Festa Patronale di San Gregorio Magno, anche lo storico Pellegrinaggio di San Pietro, conosciuto come “Processione degli Alberi”, ha ottenuto esito istruttorio positivo per l’inserimento nell’Inventario regionale del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia.
Un risultato che valorizza una delle espressioni più antiche e suggestive della devozione popolare manduriana, nella quale fede, cultura contadina e memoria collettiva si intrecciano in un rito tramandato attraverso i secoli.
Documentata fin dal XVII secolo, la Processione degli Alberi è una manifestazione religiosa di carattere penitenziale e propiziatorio, tradizionalmente organizzata nei periodi di grave siccità per invocare la pioggia e la protezione di San Pietro.
Il rito prevede un pellegrinaggio a piedi di circa dodici chilometri, dalla chiesa di San Pietro in Bevagna fino alla Chiesa Matrice di Manduria, accompagnando il quadro votivo del Santo.
A rendere particolarmente suggestivo il corteo è la presenza degli elementi arborei dai quali deriva il nome della processione. I fedeli percorrono il lungo tragitto portando bastoni adornati con rami e frasche, ceppi, composizioni vegetali e piccoli altarini votivi realizzati artigianalmente. Simboli che richiamano il rapporto profondo tra l’uomo, la terra e la spiritualità, esprimendo penitenza, speranza e affidamento alla protezione divina.
Il pellegrinaggio è scandito da preghiere, canti religiosi e giaculatorie, con la partecipazione delle confraternite nei tradizionali abiti. Tra i momenti più significativi figurano la benedizione del pane e l’accoglienza solenne del quadro da parte delle autorità civili.
Una tradizione che non segue una cadenza annuale, ma viene riproposta in circostanze climatiche straordinarie, conservando proprio per questo un particolare valore nella memoria della comunità. La fatica del cammino, la preparazione degli addobbi e la partecipazione collettiva rappresentano elementi attraverso i quali il rito continua a trasmettere alle nuove generazioni il senso di appartenenza e il legame con le proprie radici.
Il riconoscimento regionale rappresenta anche il risultato di un’attività di ricerca, documentazione e ricostruzione storica alla quale ha contribuito Loredana Ingrosso, che ha condiviso con soddisfazione la notizia dell’esito positivo dell’istruttoria.
«Ci sono risultati che non fanno rumore, ma raccontano il valore di un lavoro fatto con passione, studio e perseveranza», ha commentato Ingrosso, sottolineando come la valorizzazione del patrimonio immateriale non significhi soltanto custodire il passato, ma anche trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza delle proprie radici.
Nel suo intervento ha inoltre espresso gratitudine a don Franco Dinoi, al Comitato Feste Patronali San Gregorio Magno, a Diomede Turco, alla comunità parrocchiale e a quanti hanno contribuito alla conservazione e alla trasmissione di queste tradizioni.
Con questo nuovo risultato, Manduria vede riconosciute due importanti espressioni della propria identità religiosa e culturale, testimonianze di una storia che continua a vivere attraverso la partecipazione della comunità e il valore della memoria condivisa.
Frame da filmato Istituto Luce 1933

