Fondi JTF a rischio, la Rete Civica chiama a raccolta Taranto e provincia
Oltre 482 milioni di euro del Just Transition Fund, inizialmente destinati alla transizione giusta dell’area di Taranto, potrebbero essere indirizzati verso un progetto per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno. Una prospettiva che suscita forti preoccupazioni nella Rete Civica JTF Taranto, che contesta la scelta del Governo e chiama a raccolta cittadini, associazioni e rappresentanti del territorio per chiedere una revisione della decisione.
A sollevare la questione è la Rete coordinata dall’ex europarlamentare Rosa D’Amato, che punta l’attenzione su un decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo quanto denunciato dalle associazioni, il provvedimento prevederebbe di destinare al progetto sull’idrogeno risorse originariamente assegnate al programma JTF, mentre l’intervento era inizialmente collegato a un differente canale di finanziamento europeo, l’IPCEI, dedicato agli Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo.
La cifra contestata rappresenta oltre il 60% dei 796 milioni di euro complessivamente destinati al territorio tarantino. Una concentrazione di risorse che, secondo la Rete, rischierebbe di alterare gli equilibri del programma, privilegiando lo sviluppo delle fonti energetiche rispetto agli altri due obiettivi fondamentali: la diversificazione del sistema produttivo locale e la mitigazione delle conseguenze sociali e occupazionali della transizione.
La Rete Civica interviene anche sulle dichiarazioni dell’onorevole Dario Iaia, secondo il quale la riallocazione consentirebbe di evitare la perdita dei finanziamenti a causa dei ritardi accumulati nell’attuazione del programma.
Pur riconoscendo l’esistenza di tali ritardi, le associazioni contestano che le responsabilità possano essere attribuite esclusivamente alla Regione Puglia. Richiamano, in particolare, le conseguenze della soppressione dell’Agenzia per la Coesione e del trasferimento delle relative competenze alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
«La risposta più efficace a questi ritardi dovrebbe essere l’accelerazione delle procedure, non il dirottamento delle risorse», sostiene la Rete, sollevando inoltre interrogativi sulla copertura finanziaria dei progetti già ammessi ai finanziamenti JTF, il cui valore complessivo, secondo le associazioni, supererebbe i 314 milioni di euro che rimarrebbero disponibili dopo la riallocazione.
Ulteriori perplessità riguardano le procedure seguite dal Governo. La Rete chiede di chiarire se la modifica della destinazione delle risorse abbia ricevuto il necessario assenso della Commissione Europea e quale coinvolgimento sia stato riservato agli enti territoriali e al Comitato di Sorveglianza.
Proprio quest’ultimo organismo, chiamato a garantire trasparenza e partecipazione nell’attuazione del programma, sarebbe stato, secondo le associazioni, scarsamente coinvolto nelle decisioni. La prossima riunione è prevista per il 3 dicembre, appuntamento nel quale la Rete auspica una presa di posizione del territorio affinché il progetto sull’idrogeno possa beneficiare di finanziamenti aggiuntivi, senza sottrarre risorse agli altri interventi previsti dal JTF.
Resta inoltre aperta, secondo la Rete, la questione della pubblicazione del Piano esecutivo aggiornato, a seguito delle modifiche apportate al programma durante la scorsa estate.
Per ottenere chiarimenti, le associazioni annunciano l’intenzione di scrivere alla Commissione Europea, alla Regione Puglia e al Comune di Taranto, chiedendo se siano stati preventivamente informati e coinvolti nelle scelte.
La mobilitazione avrà un primo momento pubblico giovedì 5 novembre, alle ore 16.30, nella sala della Concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto, con ingresso da via Blandamura. Nel corso della conferenza stampa la Rete Civica JTF Taranto illustrerà nel dettaglio le ragioni della propria posizione e la richiesta di rivedere la destinazione delle risorse.
L’iniziativa è sostenuta, oltre che dalla coordinatrice Rosa D’Amato, da numerose realtà associative del territorio, tra cui CSV Taranto, Giustizia per Taranto, LAC Taranto, Legambiente Taranto, WWF Taranto, Pro Loco San Vito APS, Pro Loco Lama APS, Forum del Terzo Settore Puglia, I Cavalieri de li Terre Tarentine APS ETS, Associazione Sherwood Grottaglie, Pulsano Aria Nuova e Siamo Taranto.
Al centro della mobilitazione, la richiesta di salvaguardare la finalità originaria del Just Transition Fund: accompagnare la trasformazione economica e ambientale del territorio tarantino senza trascurare le esigenze delle imprese, dei lavoratori e delle comunità coinvolte.

