Ponti, non muri: il messaggio di pace che unisce Sava. Video

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Sava si mobilità per la pace: sabato scorso la comunità ha dedicato un intero giorno alla riflessione e all’impegno per la pace dando vita ad una serie di iniziative in Piazza San Giovanni.

L’idea dell’Associazione E.T.S.-O.D.V. Angeli di Quartiere – Corpo di Tutela Civile C.T.C. Sava ha trovato subito la condivisione di cittadini, scuole, associazioni e istituzioni: tutti uniti per un unico messaggio: no alla guerra, no alla violenza, sì alla vita e alla dignità umana.
La mattinata si è aperta all’insegna dell’arte con l’installazione del Movimento Arte Urbana Sava (MAUS), completata dagli studenti dell’I.I.S.S. “Del Prete–Falcone”. Le bandiere dei Paesi in conflitto, accompagnate da frasi di pace, hanno trasformato l’opera in un simbolo educativo e di speranza.
Nel pomeriggio, attorno all’obelisco di San Giovanni Battista, è stata allestita l’opera “Scarpe Vuote” come omaggio alle vittime di ogni conflitto, realizzata dai ragazzi del centro “Un Centro per Amico”. Accanto, una mostra delle loro opere e la creazione di bandierine della pace, portate in giro per il paese insieme al Moto Club ASD Customatti durante la “Passeggiata in sella per la Pace”. A seguire si è dato vita al grande “Muro della Pace”, uno striscione collettivo su cui adulti e bambini hanno lasciato pensieri e disegni contro la violenza. Presenti anche il Sindaco Gaetano Pichierri, l’Amministrazione Comunale e il gruppo AGESCI Sava 2, insieme a numerose associazioni locali tra cui Amici del Museo dell’Olio, Auser Sava, Consulta Giovanile del Comune di Sava, Azione Cattolica e Associazione Libera, tutte unite nel ribadire il valore della responsabilità civica e della solidarietà. Si è tenuto anche un momento di raccoglimento guidato da Don Marco Stasi e Don Roberto Lonoce, che hanno invitato la comunità alla memoria e al rifiuto della violenza. La giornata si è chiusa con una fiaccolata silenziosa, aperta dal “Muro della Pace” portato in corteo come simbolo di speranza e responsabilità collettiva. La manifestazione ha lasciato un segno profondo: la comunità savese ha ribadito la volontà di costruire ponti, alimentando la cultura della pace attraverso dialogo, partecipazione e impegno comune. La violenza, che si alimenta di divisioni e conflitti, trova il suo limite nella forza di una comunità che sceglie di camminare insieme. La pace diventa così non solo un sogno, ma un impegno quotidiano, un argine che protegge e un seme che genera futuro.