1926-2016: TANTI AUGURI AL CALCIO MANDURIANO PER IL 90° ANNIVERSARIO

A Manduria, come nel resto della penisola, il football ha natali borghesi, di quella parte di borghesia del primo novecento colta, onesta ed amante delle cose belle e moderne. Non a caso fu proprio questa borghesia che a livello calcistico colse e recepì lo spirito innovatore della “Carta di Viareggio” che modificava radicalmente l’intero impianto calcistico nazionale, codificando norme, atteggiamenti, decisioni ed obblighi, un vero e proprio spartiacque per il calcio italiano che non tutti, in quegli anni, erano nelle condizioni di poter mettere in pratica.
Manduria, invece, avendo già alle spalle una robusta presenza calcistica, fu tra i pochi club meridionali, non professionisti, che rispose positivamente ai dettami chiesti dalla rinnovata e rigenerata F.I.G.C..
Infatti, nel tardo pomeriggio dell’8 settembre 1926, nell’abitazione della famiglia Dimitri, sita in Manduria alla via XX Settembre con numero civico 102, si riuniva un gruppo di giovani sportivi locali per ottemperare a quanto disposto dal nuovo Statuto della Federazione Italiana Gioco Calcio.
A conclusione di una breve e fraterna discussione, i partecipanti decisero di dare vita, ufficialmente, alla nascita dell’Unione Sportiva Manduria, designando Presidente il ventisettenne dott. Giovanni Dimitri (già giovanissimo combattente nella Grande Guerra ed amico personale di Giorgio Ascarelli, durante gli anni universitari a Napoli), Vice Presidente l’ing. Salvatore Mele, componenti della Società risultarono il dott. Giambattista Selvaggi, il dott. Gaetano Guida, gli avv.ti Achille Matricardi e Giovanni Maruggi.
Segretario verbalizzante il prof. Corradino Cagnazzi ed il rag. Pietro Filotico tesoriere.
Per capire l’importanza e la capacità attrattiva del calcio manduriano è sufficiente sapere che la maglia bianco verde è stata indossata da Campioni del Mondo, da calciatori che avevano militato, per anni, nella Massima Divisione Nazionale ed alcuni, addirittura, pluriscudettati.
Mitici presidenti, come i fratelli Giovanni e, soprattutto, Nino Dimitri che alla passione, alla competenza e al peso finanziario della società, univano un signorile ed ammirato stile.
Marcello Manta, Direttore Sportivo, che poteva vantare di avere personali rapporti di amicizia con alcune pietre miliari del calcio italiano da Paolo Mazza ad Italo Allodi, da Carmelo Russo a Carlo Montanari, da Eraldo Monzeglio a Raffaele Costantino, tanto per citarne alcuni.
Ninì Urbano, per anni medico sociale che, oltre ad intrattenere fraterni e confidenziali rapporti con i calciatori, molto importante in questi anni, è stato sotto certi aspetti, un precursore sia nell’alimentazione sportiva sia, in particolar modo, nel metodo per il recupero dell’efficienza fisica dopo infortuni di gioco.
Non meno importante le figure degli allenatori da Adolfo Bolognini ad Ugo Starace, da Pietro De Santis a Gaudenzio Trentini, da Bruno Ziz a Pasquale Morea, da Gaetano Cillo a Donato Raguso.
Nell’augurare buon compleanno al football manduriano auspico, con sincerità, che il calcio nostrano possa recuperare e riguadagnare l’importanza di un tempo e quei valori fondanti che animò i costituenti nell’ormai lontano 8 settembre del 1926.
Pietro Capogrosso
tecnico e storico del calcio

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