Xylella: class action contro UE per mancata tutela

“Alla luce del Piano definitivamente approvato, si configura sempre più l’ipotesi di una “class action” contro l’Unione Europea per ‘mancata tutela’”. E’ quanto dichiarato dal Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, anche alla luce di quanto disposto dal Piano di attuazione delle misure per fronteggiare il rischio connesso alla diffusione della Xylella fastidiosa, presentato dal Commissario Giuseppe Silletti che prevede l’eliminazione di tutte le piante ospiti della Xylella presenti lungo le strade, fossi, canali e aree verdi all’interno della cosiddetta ‘area infetta’ con trinciatura della chiome e relativo smaltimento; il controllo meccanico degli stadi giovanili dei vettori presenti sulle erbe spontanee infestanti con trinciatura; il trattamento fitosanitario per il controllo dei vettori adulti in oliveti e frutteti; l’estirpazione delle piante infette e la distruzione delle specie ospiti del batterio all’interno dei vivai.
“La Direttiva comunitaria del 2000/29 che vietava di importare piante e parti di piante di vite e agrumi perché importanti ospiti di xylella – spiega Cantele – è risultata assolutamente inefficace e inadeguata. Per questo l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha suggerito di emendarla, portando ad oltre 100 le piante ospiti che continuano ancor oggi ad entrare senza alcun problema in Europa. Del resto è stato accertato che, nonostante la xylella sia arrivata nel Salento a causa di piante importate dal Costa Rica attraverso le rotte commerciali di Rotterdam, ancora pochi mesi orsono è stato ritrovato il patogeno in piante di caffè destinate ad alcuni vivai dell’Italia settentrionale. Subiamo un sistema di regole europee che facilita le importazioni di qualsiasi bene, spesso anche senza le giuste garanzie per i consumatori, mentre rende difficili, per assurdo, le esportazioni. L’aggravante è che i flussi commerciali continuano e l’Ue ha posto l’embargo ai nostri vivai ma non ha risolto il problema alla fonte, ovvero realizzando i centri di quarantena fitosanitaria all’ingresso dell’Europa”.

“E’ impensabile che lo stesso controllo dei vettori – aggiunge ancora il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – per cui vanno eseguite onerose pratiche agronomiche su terreni ormai del tutto improduttivi sia a carico dei nostri olivicoltori salentini. L’Unione Europea, oltre a monitorare quanto sta accadendo in Puglia mettendo in quarantena vivai e olivicoltori, disponga efficaci misure di rafforzamento dei controlli alle frontiere e finalmente l’embargo avverso le aree da cui proviene il batterio, come ad esempio il sud America e un doveroso periodo di quarantena delle piante provenienti da Paesi extra UE, al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto”.

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