Tre colpi pistola contro sede Confindustria: indagano i Carabinieri

Taranto – Tre colpi di pistola sono stati esplosi questa notte contro la sede di Confindustria in via Dario Lupo a Taranto. Sull’episodio indagano i carabinieri che stanno effettuando i rilievi. Già all’ inizio di dicembre la stessa sede subì un altro attentato, che, in quella occasione, provocò lievi danni alle strutture. Sono stati alcuni dipendenti dell’associazione degli imprenditori jonica a notare, questa mattina i tre fori sul portone di ingresso e su una vicina finestra nei pressi dei quali, il personale della Sezione investigazioni scientifiche del Reparto operativo provinciale ha trovato due ogive sottoposte ad accertamenti tecnico-balistici.

Solidarietà e sostegno al Presidente Cesareo, al direttore Murgino e a tutti i dirigenti e responsabili di Confindustria sono stati espressi da Antonio Stasi, segretario Generale della FILLEA-CGIL Taranto.
Gli incresciosi atti intimidatori a danno dell’Associazione degli Industriali jonici di Taranto – afferma Stasi – “non possono avere nessunissima giustificazione ma assoluta e unanime condanna. Taranto vive un difficile momento, non solo sul fronte ambientale e occupazionale. E in questa situazione – aggiunge il segretario di FILLEA-CGIL – c’è bisogno di un clima che torni quanto prima ad essere sereno e costruttivo. Occorre pacificare gli animi e consentire alla nostra realtà economica, produttiva e occupazionale di tornare ad essere un territorio in cui è possibile tornare a confrontarsi, anche se su posizioni differenti, ma sempre nell’alveo del dibattito pacifico, civile e democratico.

Anche Arnaldo Sala, consigliere regionale di FI esprime “piena solidarietà al Presidente Vincenzo Cesario e a tutta Confindustria Taranto per l’ennesimo vile attentato” auspicando che “le Forze dell’Ordine riescano quanto prima, con l’efficienza sempre mostrata in altre occasioni, ad assicurare alla giustizia coloro che intendono intimidire Confindustria Taranto e limitare la libertà di rappresentanza del mondo dell’impresa industriale tarantina”.

Atto intimidatorio condannato anche da Fabrizio Nardoni, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. “Quando qualcuno sceglie la strada della violenza, dell’intimidazione e dell’aggressione – afferma Nardoni – è il momento di serrare le fila ed essere dalla parte delle vittime senza se e senza ma”. Ed aggiunge: “La minoranza incivile o criminale della mia città va assolutamente combattuta con la maggioranza di quei cittadini che non si riconoscono nei codici tribali del gesto intimidatorio e delle urla senza costrutto. Azioni che purtroppo rischiano di fare notizia più delle storie di passione, amore, buona educazione, buoni sentimenti e buone pratiche, che pure trovano residenza in molti angoli del nostro territorio”.

“Negli anni difficili di Taranto e della sua provincia – prosegue l’assessore regionale – occorre andare controcorrente e difendere ogni presidio di dialogo e confronto, anche fosse mille miglia lontano da noi, per evitare che tutto si trasformi in una guerra di bande o in barbarie”.

Nardoni invita dunque “a non avere paura e non arretrare. Soprattutto bisogna tornare a parlarsi in un dialogo sereno, aperto e senza preconcetti. Perché il rischio è che ogni pezzo di democrazia che lasceremo incustodita venga inevitabilmente assorbita nell’ombra della Taranto in cui soffia la paura, il pregiudizio e il menefreghismo e che tutti abbiamo il dovere di combattere, anche se su posizioni o fronti differenti”.

confindustria taranto

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