Oria: una fiaccolata in memoria dei 47 ulivi sradicati

Lo scorso 7 luglio 47 alberi di ulivo, dislocati in 8 terreni diversi di Contrada Frascata, sulla provinciale che collega Oria a Carosino, sono stati abbattuti in applicazione delle misure contro la Xylella Fastidiosa. Si è trattato di un vero e proprio “blitz” a sorpresa messo in atto con un grande spiegamento di Forze dell’Ordine. Diverse centinaia di uomini in tenuta antisommossa, Carabinieri, Guardia di Finanza, a scorta della Forestale e degli uomini dell’Arif, hanno transennato la zona per evitare l’accesso ad agricoltori ed ambientalisti che si opponevano alle operazioni di eradicazione e abbattimento sul posto delle piante di olivo secolari presuntamente affette dal batterio (ex piano Silletti). Il tutto in totale assenza di evidenze scientifiche che comprovassero la malattia. A tutti gli effetti dette piante di olivo, erano visibilmente in ottimo stato vegetativo e senza il benché minimo segno di disseccamento, come dimostrano foto e video di repertorio, oltre che le testimonianze dei proprietari.
Per la cittadinanza, il Sindaco di Oria Cosimo Ferretti e gli attivisti in difesa del territorio pervenuti dalle tre provincie salentine quello messo in atto è “un vile attacco autoritario ed antidemocratico. Di fatto si impediva con la forza l’accesso all’area a qualsivoglia civile, evitando così che chiunque potesse assistere alle operazioni di eradicazione e abbattimento. In un primo momento, gli stessi proprietari e il Sindaco di Oria sono stati respinti con la forza. Dopo le 6.00 del mattino il Corpo Forestale dello Stato ha disposto le notifiche di eradicazione e abbattimento ai proprietari, una volta che le operazioni volgevano ormai al termine e senza che gli stessi proprietari e il Sindaco avessero avuto la possibilità di opporre ricorso nei termini e modi previsti per legge. Solo dopo le ore 11.00 è stato consentito l’accesso al Sindaco e a pochissimi giornalisti.
Al termine delle operazioni di eradicazione e abbattimento delle piante di olivo, dopo aver rimosso i residui radicali, di tronco e rami, gli operatori hanno proceduto alla disinfezione del suolo mediante l’irrorazione di un prodotto fitosanitario denominato “prev-am” (orange oil). Si tratta di una miscela complessa di sostanze chimiche delle quali è risultato impossibile trovare alcuna informazione circa la sua composizione completa e dettagliata. Secondo alcuni addetti del CFS, la sostanza irrorata avrebbe potuto essere dannosa per gli occhi, la pelle e per le vie respiratorie e per tale ragione l’area è rimasta ristretta per almeno 48 ore”.

Quello che ora rimane è un triste e desolante paesaggio privato delle piante secolari che rappresentano le radici di questo territorio.

In memoria di quei 47 ulivi ad Oria si è tenuta una fiaccolata. Sul posto si è riunito il Popolo degli Ulivi per denunciare “la degenerazione autoritaria e antidemocratica della strategia commissariale che, forte dello stato di emergenza, aggira la democrazia e soffoca con l’azione militare le legittime istanze dei cittadini, calpestando lo Stato di Diritto.
La responsabilità della devastazione del patrimonio olivetato compiuta a Oria ricade sulla Commissione Tecnica Regionale, la quale agisce sulla base di teorie ed ipotesi scientifiche senza tuttavia aver mai prodotto alcuna pubblicazione ufficiale riguardante il ceppo pugliese del batterio Xylella Fastidiosa, l’eventuale patogenicità dello stesso ed una diagnosi che consideri tutti i fattori inerenti al “complesso del disseccamento rapido degli olivi””.
“Gli olivi non sono esclusiva proprietà di chi li possiede, ma costituiscono parte integrante e irrinunciabile del paesaggio tutelato dall’Art. 9 della Costituzione della Repubblica. È inaccettabile che le istituzioni ed i corpi di polizia, in particolare il CFS, si rendano responsabili di una simile insensata e criminale devastazione ambientale.
E’ necessario un cambio di strategia. Alle eradicazioni e alla chimica opponiamo le buone pratiche agricole e una ricerca scientifica all’impronta della cura e della salvaguardia dell’olivicoltura e della salute dei cittadini”.

Alla fiaccolata, partita da Piazza Municipio fino a contrada Frascata luogo dell’esecuzione, hanno partecipato circa 2 mila persone provenienti anche dalle province vicine. In mezzo alla gente il neo Sindaco di Oria Cosimo Ferretti che ha commentato duramente le modalità di intervento per mettere in atto il piano di eradicazione. Al nostro microfono ha spiegato cosa ha fatto e cosa intende fare per difendere il suo territorio. In testa alla protesta del popolo degli Ulivi il Sindaco Ferretti ha idealmente consegnato le chiavi del Comune alle Associazioni affinché possano, con l’Amministrazione, organizzare iniziative unitarie in difesa del territorio, auspicando una maggiore partecipazione da parte degli oritani.

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