Manduria. Archeoclub: “Senza musei nessun turismo di qualità”

“Si discute in questi giorni di iniziative volte ad incrementare i flussi turistici verso la nostra città. Difficilmente, però, una cittadina come Manduria potrà essere inserita in circuiti turistici o essere menzionata in guide prestigiose in

assenza di un numero anche minimo di presenze museali”.
E’ quanto ricorda Sergio De Cillis, presidente di Archeoclub, che coglie l’occasione per rinnovare il proprio accorato appello al Sindaco Massafra, all’assessore al patrimonio De Donno, all’assessore alla cultura Lariccia, all’assessore ai LL.PP. Curri, nonché ai dirigenti del Comune affinché rendano al più presto agibile l’ex Convento degli Agostiniani destinato alla creazione di un polo museale.
“E’ doloroso – afferma De Cillis – dover constatare che ciò che è ormai prerogativa di comuni piccoli e piccolissimi, a Manduria sembra ancora un miraggio: l’istituzione di un Museo Civico. La mostra “Oltre le Mura”, comprendente un vasto campionario di corredi funerari, divisi per genere e per epoche, che di tale museo avrebbe dovuto costituire, negli intendimenti di chi l’allestì, la premessa, è chiusa da quasi due anni. Si disse allora che era imminente il suo trasferimento presso l’ex Convento degli Agostiniani, in fase di restauro. A tutt’oggi – aggiunge il presidente di Archeoclub di Manduria – pur essendo i lavori in gran parte terminati, si registrano ritardi ingiustificati nella consegna dell’immobile. In alcuni locali dello stesso giacciono accatastate centinaia di cassette di plastica, contenenti i reperti di “Oltre le Mura” ed altri, che, in tali condizioni, tendono ad ossidarsi e a “collassare” le une sulle altre. In due occasioni, del dicembre e del febbraio passati, nel corso di altrettanti convegni sulle problematiche legate all’istituzione del museo e alla ripresa degli scavi all’interno del Parco Archeologico (in corso in questi giorni, su iniziativa dell’Archeoclub), abbiamo sollecitato l’Amministrazione Comunale a trovare una soluzione a questo problema. Recentemente abbiamo appreso che la Soprintendenza archeologica sta predisponendo in Taranto un nuovo immobile dotato di spazi atti ad ospitare depositi e laboratori di restauro. Se ciò accadrà, vi è il rischio concreto che la sede staccata di Manduria venga chiusa e uffici, laboratorio, personale e reperti prendano la strada del capoluogo, per non fare più ritorno. A questo punto saranno venute a mancare tutte le premesse indispensabili alla realizzazione del Museo archeologico”.
Archeoclub sollecita dunque l’Amministazione Comunale di Manduria a rendere al più presto agibile l’ex Convento degli Agostiniani o analogo spazio idoneo per accogliere il Museo Archeologico, coinvolgendo nella progettazione dello stesso, oltre alla Soprintendenza, l’Università del Salento e la Direzione Generale dei Beni Culturali e dei Poli Museali. “Il Museo infatti, – sottolinea Sergio De Cillis – non deve essere solo conservazione ed esposizione di reperti, ma motore di attività culturali e formative, punto di riferimento per studenti, insegnanti, giovani laureati, studiosi, ecc. Le associazioni di volontariato presenti sul territorio e l’Archeoclub in particolare sono sempre pronte ad offrire la propria collaborazione. Qualora i nostri amministratori non fossero particolarmente sensibili alle problematiche di carattere culturale – conclude il presidente di Archeoclub – , guardino al museo come ad uno strumento per incrementare quel turismo di qualità che può essere volano di sviluppo per la nostra Città e occasione di occupazione per tanti giovani che oggi sono costretti ad emigrare”.

oltre le mura

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