Lizzano. Cavallo: Servizio raccolta rifiuti affidato con ordinanza sindacale è illegittimo.

Il Sindaco di Lizzano, con propria ordinanza, il 17 aprile scorso ha provveduto all’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio comunale. Un provvedimento ritenuto del tutto illegittimo dal Consigliere comunale Antonio Clemente Cavallo che della questione ha interessato il Prefetto di Taranto, il Commissario dell’ARO TA/5, il Presidente della Giunta Regionale Pugliese e, per la prima volta, l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

“Un servizio- scrive Cavallo – che ha un costo complessivo annuale superiore a 1.200.000,00 euro e che non può essere assolutamente affidato come se si trattasse di un servizio di modica entità economica, a trattativa privata. Una procedura assolutamente vietata dalle norme di legge in materia. Un provvedimento che viene falsamente presentato con i crismi dell’urgenza per motivi sanitari: l’intera comunità lizzanese è testimone che da circa un anno il servizio di raccolta risulta inefficiente, precario, con omissioni di servizi contrattuali quotidiani. Gli stessi dipendenti della precedente società di gestione raramente percepivano puntualmente i loro stipendi!
L’urgenza non è, quindi, assolutamente giustificata perché il problema esisteva da diverso tempo!”
“Inoltre, – aggiunge Antonio Clemente Cavallo – non è stabilito un termine entro cui far cessare l’appalto in questione.
Non può essere preso come riferimento temporale l’individuazione del soggetto unitario da parte dell’ARO TA/5 poiché, di tale cosa, se ne parla da circa vent’anni. In definitiva: un affidamento costosissimo a tempo indeterminato.
Incredibile: mai accaduto in precedenza una cosa del genere!”
“In buona sostanza, – conclude il consigliere Cavallo – il Sindaco di Lizzano, con la sua Ordinanza Sindacale, ha abusato in modo abnorme dei suoi poteri nell’affidare un servizio di importo così elevato senza limiti di tempo”.
Cavallo chide dunque un intervento da parte delle Autorità interessate affinchè vengano ripristinate regole e leggi all’interno della comunità, “rispetto a chi, si ribadisce, le calpesta e ne fa largo abuso!”

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