Ilva: udienza preliminare aggiornata a settembre. Cassazione deciderà su incompatibilità

Taranto – E’ stata aggiornata al prossimo 16 settembre l’udienza preliminare del processo per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva nel corso degli anni.
La decisione è stata presa dal gup del Tribunale di Taranto Vilma Gilli in seguito alla richiesta di remissione ad altra sede per presunta incompatibilità ambientale presentata nei giorni scorsi dai legali di alcuni imputati, secondo cui il caso non può essere trattato a Taranto in quanto la città è coinvolta nel bene e male in questa vicenda. Circostanza, questa che, toglierebbe serenità di giudizio a chi deve esaminare la documentazione degli atti giudiziari.
In merito è chiamata ad esprimersi, ora, la Corte di Cassazione cui sono stati inviati gli atti. Fino ad allora l’udienza è sospesa. Il gup ha anche sospeso i termini di prescrizione dei reati e, per tre imputati, i termini di custodia cautelare. Infine è stata disposta la rinnovazione della notifica delle citazioni di tre imputati per i quali oggi i rispettivi legali avevano sollevato eccezioni di nullità.
Nel corso del procedimento, avviato questa mattina nella palestra della caserma dei Vigili del Fuoco, i giudici dovranno accertare il grado di responsabilità dei 52 imputati (49 persone fisiche e le società Ilva Spa, Riva Fire, Riva Forni Elettrici) ed eventualmente deciderne il rinvio a giudizio . Il principale accusato, l’ex patron Emilio Riva, il 53° imputato, è morto lo scorso 30 aprile all’età di 88 anni.
Al processo ha chiesto di costituirsi parte civile il WWF Italia che”oltre ed ancor più delle responsabilità penali e di ordine risarcitorio, che vanno senza dubbio individuate, chiede un’azione rapida, concreta ed efficace per il risanamento di tutte le aree contaminate”. Stessa richiesta è stata avanzata da Legambiente ha quantificato in dieci milioni di euro il risarcimento per danni materiali e morali.

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