Ilva. Impianti ritornano in marcia: superato il gap delle forniture Eni

Sviluppi positivi sul fronte Ilva. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi di un imminente spegnimento degli altiforni del siderurgico jonico, notizie rassicuranti trapelano circa la ripresa dell’attività degli impianti e, quindi, sullo stop impresso alle procedure di messa in sicurezza degli stessi.

Il Governo ha fatto pressione su ENI perché continui a rifornire di gas gli altoforni dell’Ilva di Taranto, scongiurandone così la chiusura a fine mese. Dopo i contatti di ieri tra l’AD di ENI, Claudio Descalzi, e il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, sulla base di un accordo informale, il colosso energetico dovrebbe continuare a fornire gas all’acciaieria più grande d’Europa in regime di default. La vicenda era venuta alla luce nei giorni scorsi, quando ENI aveva annunciato la sospensione della fornitura di gas alla fine del mese a causa della fine del cosiddetto “regime di defalut”, a cui Ilva ha aderito il primo ottobre scorso. Secondo Ilva, ENI vorrebbe una fideiussione da 250 milioni di euro circa per continuare a servire l’acciaieria tarantina.

Confindustria ha accolto “con estremo favore il tempestivo intervento, in tal senso, di chi ha consentito che non si arrivasse alla vigilia del previsto decreto sull’Ilva con una situazione già irrimediabilmente compromessa, peraltro dopo anni di tentativi, a tutti i livelli e con grandi sforzi, di mantenimento della continuità produttiva ed occupazionale della complessa struttura”.

“Allo stesso tempo – scrive Confindustria in una nota – prendiamo atto del ruolo assunto da parte dell’Eni, che ha operato in una vicenda così complicata nell’alveo della legittimità rispettando percorsi che imponevano scelte obbligate e scadenze rigorose. Un iter – contemplato nei casi di aziende a rischio di default- perfettamente in linea con quanto avviene nel settore gas in Italia ed in Europa per forniture di questa importanza e a tutela della stessa Eni e dei suoi azionisti”.

“Tutto quello che riguarda la questione Ilva, per il resto, – aggiunge Confindustria – ha potuto finora godere di una corsia privilegiata e del carattere di urgenza e straordinarietà: prova ne è l’imminente decreto – l’ennesimo – che, salvo imprevisti, dovrebbe essere varato alla vigilia di Natale, consentendo di fronteggiare alla presenza di un quadro più chiaro e delineato la forte incognita dei mesi a venire”.

Un passaggio, il prossimo, a cui Confindustria Taranto guarda con grande fiducia e con un cauto ottimismo, in considerazione delle, ancora troppe – criticità che compongono lo scenario complessivo del caso Ilva.

“Qualunque siano gli sviluppi dell’acquisizione dell’acciaieria, che sia pubblica o privata, ancora grandi dubbi incombono sulle aziende dell’indotto alimentando inevitabilmente all’interno di queste realtà un allarme ed una crisi devastante che perdura da oramai troppi mesi. Non possiamo che auspicare – conclude Confindustria – oltre ad una ottimale risoluzione della vertenza sicuramente più complessa finora passata nelle mani del Governo, la salvaguardia di questa grande platea di piccole e medie imprese, impegnate da sempre a garantire la produzione e la vita stessa della più grande acciaieria europea, e con essa una filiera che ancora oggi alimenta l’economia dell’intero Paese.

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