Giudice di Pace. Manduria Adesso al fianco delle mamme della “Don Bosco”

Le mamme dell’istituto “Don Bosco” di Manduria si preparano al corteo di sabato per ribadire il loro NO alla scelta della scuola quale sede dell’Ufficio del Giudice di Pace

e intanto cresce il sostegno alla loro battaglia. Anche l’Associazione “Manduria Adesso” condivide pienamente l’azione di protesta decisa dalle famiglie nell’assemblea dei genitori tenutasi il 6 ottobre.

“L’amministrazione comunale, – è scritto in una nota – ha ingaggiato un braccio di ferro con le mamme della scuola “Don Bosco” poiché ha deciso di allocare gli uffici del Giudice di Pace nella sede dell’omonimo Istituto Comprensivo, creando ulteriori problemi e disagi alle istituzioni scolastiche ed ai cittadini e ciò nonostante il Comune sia proprietario di alcuni immobili ad oggi del tutto inutilizzati e di altri, concessi in comodato d’uso gratuito ad associazioni o pseudo tali.
L’amministrazione comunale, ha in animo di snaturare la destinazione originaria dell’Istituto destinandone una parte a sede del Giudice di Pace, e non ha adeguatamente considerato le ricadute negative sulla sicurezza e agibilità di entrambe le porzioni di edificio, poiché non ha, come avrebbe dovuto, fatto redigere ed approvare dagli organi competenti (Dirigente Area Tecnica, Ufficiale Sanitario, Comando Provinciale Vigili del Fuoco, ecc.) un progetto, rispettoso degli indici, dei parametri e di tutte le altre condizioni normative, e necessario al rilascio delle nuove rispettive agibilità, come peraltro la stessa amministrazione avrebbe preteso e pretende da chiunque intenda dividere un proprio immobile per dare ad una parte di esso una destinazione diversa da quella originaria.
A questa osservazione, deve aggiungersi il fatto che la sede del Giudice di Pace presso una scuola è in qualche modo incompatibile, non tanto per la maggiore incidenza del traffico, quanto, invece, per il fatto che si tratta di due edifici sensibili dove gli alunni potrebbero essere maggiormente sottoposti a rischio, ad esempio come è accaduto più volte a Salerno dove ogni volta è stato fatta evacuare la scuola per l’allarme bomba nel vicino tribunale o al rischio di divenire, loro malgrado, spettatori di eventuali liti, anche furibonde, tra parti avverse oppure oggetto di atti di bullismo, di pedofilia, ecc., con inevitabili spiacevoli conseguenze.
La testarda decisione assunta dall’amministrazione, qualora attuata, oltre a privare la scuola di locali ove attualmente svolge le proprie attività didattiche, sarebbe precaria e temporanea e qualunque spesa da affrontare per la sistemazione della sede del Giudice di Pace, rappresenterebbe un ulteriore spreco cui si aggiungerebbe inevitabilmente la spesa necessaria per il suo spostamento quando la scuola, come presto inevitabilmente accadrà, avrà assoluta necessità di riappropriarsi di tutti i suoi spazi
MANDURIA ADESSO si unisce quindi al coro dei genitori e “con loro chiede di destinare a sede definitiva del Giudice di Pace un altro degli immobili comunali inutilizzati (ex scuola materna Bianchetti, asilo nido Conche, un qualsiasi edificio requisito alla mafia) oppure risparmiare denaro utilizzando un immobile di quelli inusitatamente concessi ad associazioni o pseudo tali, ad esempio come CiakSocial TV, perché non si può accettare che un’amministrazione usi le proprie risorse in favore di un singolo imprenditore e, invece, penalizzi una moltitudine di giovani cittadini come gli alunni del Don Bosco”.

Rettifica.
L’associazione Manduria Adesso rettifica quanto affermato su CiakSocial Tv erroneamente indicata come esempio di destinatari di immobili “inusitatamente concessi” dall’Amministrazione in quanto essa utilizza locali affidati, attraverso bando pubblico, alla Cooperativa Corda Fratres di Taranto e non si tratta di “imprenditore” ma di Associazione no profit.

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