Diretta tv: quando “scusa” sembra essere la parola più difficile anche di fronte all’evidenza degli atti

Nonostante  le numerose problematiche che affliggono la città e che quotidianamente  dice di voler contribuire a risolvere, il primo atto prodotto dal  leader del Movimento Manduria Noscia, il  consigliere di opposizione Cosimo Breccia,  ha avuto per oggetto l’affidamento del servizio di ripresa e trasmissione in diretta televisiva dei lavori del Consiglio Comunale all’emittente RTM.

Nell’interrogazione Breccia lamentava che, per la seduta del Consiglio Comunale del 7 Dicembre scorso, l’Amministrazione avesse interpellato esclusivamente la televisione manduriana senza consultare altre realtà locali.

Secondo quanto affermato dal consigliere Breccia, basandosi esclusivamente su quanto riportato nell’impegno di spesa pubblicato sul sito del Comune di Manduria,   l’emittente avrebbe avanzato una proposta da lui  ritenuta “troppo onerosa” ponendo una serie di quesiti ai quali il  sindaco Gregorio Pecoraro ha risposto punto per punto.

In prossimità dello svolgimento del consiglio comunale del 7/12/2020 – ha spiegato in aula il sindaco – l’amministrazione, al fine di rendere il più possibile pubblica la seduta, ha scelto di farla trasmettere anche in diretta televisiva oltre che in streaming e ha chiesto un preventivo alla sola emittente manduriana.  In data 30/11/2020 (le date sono importanti! ndr) assunta al protocollo n. 46096 dell’1/12/2020, l’emittente ha inviato l’offerta pari ad euro 427 compresa IVA,  per la ripresa della seduta integrale in diretta televisiva e in streaming sui social network (servizio reso gratis). Successivamente il 5/12/2020 è stata adottata dal responsabile l’Area Servizi Istituzionali la determina n. 793 con affidamento diretto per il servizio di ripresa e trasmissione in diretta tv e  in streaming dell’intera seduta. L’impegno finanziario assunto in via preventiva è stato di 1.281 euro. In data 15/12/2020 con atto n. 1703, l’ufficio provvedeva alla liquidazione della fattura n. 9/2020 (emessa in data 11/12/2020 ndr) di 427 euro per il costo della ripresa della seduta del consiglio comunale del 7 dicembre.

Ribadisco – ha sottolineato il sindaco Pecoraro – che il costo totale è stato di 427 euro e non di 1.200. Avendo assunto un impegno di 1.281 e avendo liquidato la prestazione per 427, la somma impegnata in eccedenza di 854 euro sarà portata in economia di spesa.

Il comune ad oggi non può avviare alcuna procedura convenzionale perché dovrebbe rientrare nella programmazione 2021-2023.

Posso affermare sin d’ora che i costi sostenuti saranno al di sotto di quelli avuti in passato”.

“La procedura eseguita– ha aggiunto –  è legittima ed è prevista dall’art. 36, comma 2, lettera a) del D.Lgs.  n. 50/2016 che stabilisce che “per lavori, servizi e forniture di beni l’affidamento diretto è possibile per un valore inferiore a 40.000 euro. Essa rispetta anche la normativa in materia di acquisizione di beni e servizi che prevede l’obbligo di ricorrere al MEPA per gli acquisti di beni e servizi per importo pari o superiori  a 5.000  euro e al di sotto della soglia comunitaria così come disposto dall’art. 1, comma 450,  della Legge Finanziaria 2007, come modificato dall’ art. 1 della legge finanziaria del 2016”.

 “Non vedo l’utilità ma Vi assicuro – afferma ancora  il sindaco Gregorio Pecoraro nel suo intervento –  che il mio unico rapporto professionale con l’emittente risale al periodo 2012-2014 come presidente del Collegio dei Revisori”.

“In conclusione – invita a riflettere il Primo Cittadino – voglio fare una mia considerazione. Io sono stato sempre convinto che la democrazia vive e si nutre attraverso un dibattito politico serio e costruttivo basato sul rispetto delle persone e delle posizioni, su proposte e tesi che sono riscontrabili nella realtà dei fatti. Non è possibile affermare fatti che non sono provati. Insinuare il dubbio non è buona politica. Purtroppo spesso si inseriscono elementi negativi non provati pur di screditare l’avversario anche sul piano personale. Dico solo: attenzione! così facendo non stiamo svolgendo il mandato che i cittadini manduriani ci hanno affidato. Nello stesso tempo non abbiamo inteso che Manduria per la sua ripresa ha bisogno di tutti, di regole e di tanta serenità”.

A nulla, però,  sono valsi i chiarimenti forniti dal Sindaco in aula sulla base dei documenti riportanti data certa. Dimostrando inspiegabili pregiudizi, il consigliere Cosimo Breccia, che  nelle scorse settimane aveva avviato nei confronti dell’emittente RTM  una vera e propria campagna denigratoria, amplificata da un giornale online locale divenuto negli ultimi tempi la voce di Manduria Noscia, si è dichiarato non soddisfatto ed ha  ipotizzato uno sconto riconosciuto dall’impresa manduriana proprio in conseguenza della sua interrogazione,  presentata in data 12 dicembre 2020.

Peccato che anche questo non corrisponda al vero,  in quanto, come ha precisato il Presidente del Consiglio, Gregorio Dinoi, nel preventivo formulato dalla ditta RTM in data 30 Novembre 2020 è scritto “Ripresa e trasmissione integrale sul canale RTM del DTT 95 e in streaming costo forfettario di 350 euro più IVA”.

Quindi non 350 euro all’ora, che sarebbe stato un prezzo comunque conveniente per l’Amministrazione, come emerso dalla successiva indagine di mercato che il Comune di Manduria, con la massima trasparenza, ha effettuato richiedendo i preventivi a cinque emittenti televisive del territorio per la scelta dell’azienda a cui affidare l’incarico per la seduta del 28/01/2021.

RTM, che è l’unica emittente televisiva di Manduria ed opera sul territorio dal 1976 (45 anni)  mettendo a disposizione di chiunque i suoi mezzi senza discriminazione politica o sociale, sopporta ingenti costi per il mantenimento della struttura (personale e impianti). Sminuire il valore dei servizi offerti equivale ad affermare l’idea che il lavoro non debba essere adeguatamente retribuito.

In alternativa all’uso della televisione, il  leader del Movimento Manduria Noscia suggeriva il ricorso a dirette streaming su Facebook realizzate gratuitamente o un costo inferiore (? clicca qui ) da un sito web locale, cui il consigliere Breccia  sembra particolarmente affezionato,  senza considerare che (come riportato in un articolo pubblicato sullo stesso sito) “i dati ufficiali aggiornati a fine 2019 dicono che il 56% della popolazione usa Facebook con picchi del 70,7% tra i giovani fra i 14 e i 29 anni fino a scendere al 20,9% delle persone tra i 65 e gli 80 anni. Quindi significa che almeno un cittadino su due non ha un profilo Facebook rimanendo così completamente escluso dalle comunicazioni” via web.

L’emittente televisiva RTM, invece, potendo essere seguita sia sul digitale terrestre sia sul web, consente di usufruire di una piattaforma multimediale più completa.

Speriamo con questo articolo di aver, finalmente, fatto ordine nella vicenda e posto fine a dubbi, supposizioni e illazioni. Quando scusa sembra essere la parola più difficile.

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