Aquinum continua a stupire: dagli scavi UniSalento emergono due reperti eccezionali
Due reperti di eccezionale valore storico e archeologico tornano a far parlare dell’antica città romana di Aquinum. Le scoperte, emerse durante la XVIII Campagna di Scavo dell’Università del Salento, sono state presentate al pubblico nel corso del Weekend dell’Archeologia che ha concluso la stagione di ricerca nell’area archeologica di Castrocielo.
Gli scavi, diretti dal professor Giuseppe Ceraudo, proseguono da diciotto anni grazie alla collaborazione tra Università del Salento, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina e i Comuni di Castrocielo e Aquino.
Il primo reperto è un cippo riccamente decorato, rinvenuto riutilizzato nella pavimentazione di uno dei principali incroci della città antica. Sul monumento compare il nome del dedicante, probabilmente Caius Ammius Cammarus, accompagnato da ghirlande, festoni e bucrani. Particolarmente significativa la raffigurazione di un bue, un montone e un maiale, animali che richiamano il suovetaurilium, uno dei più solenni riti della religione romana legato a pratiche di purificazione e consacrazione.

Il secondo ritrovamento è un altare votivo in marmo. Il recupero di un nuovo frammento ha consentito di ricomporre un’iscrizione fino ad oggi conosciuta solo parzialmente, permettendo di identificare le divinità a cui era dedicato: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia. A commissionarlo fu Manius Popidius Anteros, facoltoso liberto che ricoprì la carica di seviro augustale. Un documento prezioso per comprendere il rapporto tra culto imperiale, religione pubblica e identità civica nella colonia romana.
«Dopo diciotto anni di ricerche, Aquinum continua a sorprenderci», ha dichiarato Giuseppe Ceraudo, sottolineando come le scoperte del 2026 aprano nuove prospettive di studio e confermino il valore scientifico del progetto.
Tra i risultati già emersi nel corso della campagna figura anche il ritrovamento nel teatro romano di una lastra marmorea recante la formula FVL(GVR) C[ONDITVM], collegata all’antico rituale romano di consacrazione dei luoghi colpiti da un fulmine. Durante il Weekend dell’Archeologia sono stati inoltre presentati i restauri di cinque teste marmoree, tra cui il celebre “Cesare di Aquinum” e il ritratto attribuito a Druso Maggiore.
Le nuove scoperte confermano il ruolo di Aquinum come uno dei siti archeologici più importanti del Lazio meridionale e testimoniano l’efficacia di una collaborazione che unisce ricerca scientifica, tutela del patrimonio e valorizzazione del territorio.

