Ex Ilva, la Corte d’Appello di Milano rigetta il ricorso: resta la sospensione dell’area a caldo

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La Corte d’Appello di Milano ha rigettato i ricorsi presentati da ILVA Spa e Acciaierie d’Italia Spa e Acciaierie d’Italia Holding Spa, tutte in amministrazione straordinaria, contro la decisione che dispone la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.

Il provvedimento riguarda la richiesta delle società di sospendere l’efficacia esecutiva del decreto n. 425, emesso dalla stessa Corte d’Appello di Milano il 9 luglio e depositato il 27 luglio 2026.

Nel dispositivo, la Corte comunica di aver rigettato “i ricorsi proposti da ILVA Spa e da Acciaierie d’Italia Spa – Acciaierie d’Italia Holding Spa”, con i quali era stata chiesta la sospensione dell’efficacia esecutiva del precedente decreto.

Quest’ultimo aveva ordinato alle tre società, tutte in amministrazione straordinaria, la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento Ilva di Taranto, assegnando un termine di 90 giorni, decorrente dall’ultima comunicazione del provvedimento, per completare le operazioni necessarie alla sospensione sotto la sorveglianza dell’autorità di controllo.

La decisione della Corte d’Appello rappresenta dunque un ulteriore passaggio nella complessa vicenda giudiziaria che riguarda lo stabilimento siderurgico tarantino.

Il prossimo appuntamento sul fronte giudiziario è fissato per 20 ottobre, quando saranno le Sezioni Unite della Corte di Cassazione a esaminare i ricorsi presentati da ILVA Spa e Acciaierie d’Italia. Sarà quindi la Suprema Corte a pronunciarsi sul successivo passaggio della controversia.