Anfore e misteri sul fondo dello Ionio: individuato un relitto romano di età imperiale. Video

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Per secoli è rimasta nascosta sotto il silenzio del Mar Ionio, custodendo intatto il suo carico e la sua storia. Oggi, grazie a un’operazione congiunta tra Guardia di Finanza e Soprintendenza, una grande nave romana torna a raccontare il passato.

Nel mese di giugno 2025, nel corso delle ordinarie attività di controllo in mare, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari ha individuato un’anomalia sul fondale marino dello Ionio. Un segnale insolito, rilevato grazie a strumentazioni tecnologiche di ultima generazione, che ha acceso l’attenzione degli operatori.

Le successive immersioni, condotte dal personale specializzato del II Nucleo Sommozzatori della Guardia di Finanza di Taranto, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, hanno confermato l’eccezionalità della scoperta: si tratta dei resti di una grande nave oneraria di età romana tardo-imperiale, adagiata sul fondo con il suo carico di anfore ancora ben conservato.

Per garantire la tutela del sito e prevenire qualsiasi rischio di saccheggio, le istituzioni coinvolte hanno scelto fin da subito la strada del massimo riserbo. L’area del ritrovamento è stata costantemente monitorata dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli, mentre si lavorava alla definizione della migliore strategia di intervento.

Nel frattempo, la Soprintendenza si è attivata per reperire le risorse necessarie alle operazioni di documentazione, indagine e messa in sicurezza del relitto. L’assegnazione di 780 mila euro, recentemente deliberata dal Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici nell’ambito dei fondi previsti dalla Legge 190/2014, ha permesso di avviare ufficialmente il progetto di tutela e studio del patrimonio sommerso.

L’intervento si inserisce nel solco della collaborazione istituzionale rafforzata dal Protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Guardia di Finanza, sottoscritto nel luglio 2025, e segue analoghe operazioni condotte nei mesi scorsi, come quella nelle acque di Ugento.

Nei prossimi mesi, grazie al supporto dei mezzi navali della Guardia di Finanza e alle competenze subacquee specialistiche, in sinergia con la Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo di Taranto, prenderanno il via le attività di ricognizione sistematica e documentazione del relitto, utilizzando le più moderne metodologie di indagine. Queste operazioni saranno fondamentali per pianificare il complesso scavo archeologico subacqueo, il recupero del carico e le delicate fasi di conservazione dei reperti, nel rispetto dei principi della Convenzione UNESCO per la protezione del patrimonio culturale subacqueo.

Ancora una volta, il mare restituisce frammenti preziosi della storia antica, ricordando quanto il patrimonio sommerso rappresenti una risorsa culturale da proteggere e valorizzare, grazie al lavoro silenzioso e costante delle istituzioni impegnate nella tutela delle acque e della legalità.