Anziano torturato: dov’è il corto circuito? I Servizi sociali hanno saputo solo dopo il ricovero.

Se da una parte vanno avanti le indagini per far luce sulle responsabilità dei giovani che hanno partecipato alle violente incursioni contro il 66 enne Antonio Cosimo Stano, deceduto il 23 Aprile scorso dopo 18 giorni di agonìa, dall’altra è necessaria ed opportuna,
come ha annunciato il Procuratore della Repubblica dott. Carlo Maria Capristo, anche un’indagine sui silenzi che hanno accompagnato per anni questa vicenda emersa solo dopo la morte dell’anziano.
Tutti si chiedono cosa abbia determinato questo “corto circuito” soprattutto dopo che gran parte della città è stata accusata di omertà e indifferenza. Accuse respinte dai vicini che insieme al parroco Don Dario, non vedendo l’anziano, avevano presentato un esposto chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Ma, coinvolta nella vicenda, anche la Scuola ha reso noto di aver allertato i Servizi Sociali del Comune.
Nell’ordinanza dei fermi è riportato che uno di quei ragazzini della baby gang, di 16 anni, aveva fatto visionare uno dei filmati dell’aggressione ad una professoressa vantandosi addirittura di essere lui nelle immagini del video. La professoressa avrebbe fatto il suo dovere attivando le procedure previste in questi casi dai protocolli e, quindi, interessando i servizi sociali.
Ma è di ieri una nota stampa firmata dalla Commissione Straordinaria che replica così alle notizie relative alla conoscenza da parte dei Servizi Sociali delle riprese e degli atti di violenza compiuti nei confronti del sig. Stano:
“Né i Servizi sociali, né la Commissione Straordinaria ha mai ricevuto, formalmente o informalmente, alcuna segnalazione relativa al Sig. Stano precedente a quanto accadutogli;
Solo dopo il ricovero dl Sig. Stano è giunta una telefonata da parte di una docente dell’Istituto Superiore “Einaudi” di Manduria, con la quale il Servizio Sociale veniva informato in ordine ad episodi di estrema gravità posti in essere da alcuni minori nei confronti dell’uomo ripresi in video.
L’assistente sociale, raccolta l’informativa e, tenuto conto che la stessa era riferita ad un minore già in carico ai servizi, ha provveduto sollecitamente a convocare il giovane e i suoi genitori in data 18 Aprile 2019 al Tribunale per i minorenni di Taranto per gli eventuali provvedimenti di propria competenza”

Sarà la magistratura con una puntuale ricostruzione dei fatti a stabilire chi sapeva e non ha segnalato ed eventuali inadempienze.

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