Un patrimonio da conoscere e proteggere: a Manduria una giornata dedicata alle zone umide

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Si è svolta nella mattinata di ieri, al Liceo De Sanctis Galilei di Manduria, la Giornata Mondiale delle Zone Umide, promossa dall’Amministrazione comunale con il supporto di Legambiente, delle Riserve Naturali e del Centro di Recupero della Fauna Selvatica.
Un momento di confronto e approfondimento che ha coinvolto anche alcune classi dell’I.I.S.S. Einaudi, con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza di questi ecosistemi spesso poco conosciuti, ma fondamentali per l’equilibrio ambientale.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore Katia Fusco e della dirigente scolastica Maria Maddalena Di Maglie, l’incontro è entrato nel vivo con gli interventi degli esperti, che hanno illustrato il ruolo strategico delle zone umide nella tutela della biodiversità e nella regolazione delle risorse naturali.

È stato ricordato come la Giornata Mondiale delle Zone Umide, celebrata ogni anno il 2 febbraio, sia stata istituita in occasione dell’anniversario dell’adozione della Convenzione sulle zone umide, firmata a Ramsar (Iran) il 2 febbraio 1971 e ratificata in Italia il 13 marzo 1976, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sull’importanza di ambienti naturali oggi sempre più esposti alla pressione delle attività umane. Essa costituisce il primo vero trattato intergovernativo con scopo globale riguardante la conservazione e la gestione degli ecosistemi naturali.

Nel corso della conferenza, la presidente di Legambiente Manduria Anna Scredo, il direttore delle Riserve Naturali Alessandro Mariggiò e il responsabile del Centro di Recupero della Fauna Selvatica Patrizio Fontana hanno sottolineato il delicato equilibrio tra territorio, fauna e flora, evidenziando come la tutela passi necessariamente dalla conoscenza e dal coinvolgimento attivo della comunità.

Un’attenzione particolare è stata rivolta alle zone umide presenti nel territorio di Manduria, come le Riserve Naturali e il fiume Chidro, definite veri e propri patrimoni ambientali e paesaggistici. Ambienti capaci di svolgere funzioni essenziali: dalla regolazione delle acque alla protezione costiera, dalla depurazione naturale all’incremento della biodiversità.

In Italia sono attualmente riconosciute 61 zone umide di importanza internazionale, distribuite in 15 regioni, mentre la Puglia custodisce centinaia di habitat naturali e oltre 2.500 specie vegetali, all’interno di un sistema di aree protette che supera i 245mila ettari. Un patrimonio che contribuisce anche alla resilienza del territorio di fronte a fenomeni sempre più frequenti come siccità prolungate e piogge intense concentrate in poche ore.

Nel messaggio rivolto agli studenti è emerso un concetto chiave: ogni cittadino può essere una “sentinella” dell’ambiente, chiamato ad avere cura del territorio e a riconoscere il valore degli ecosistemi che lo circondano. Le zone umide, hanno ricordato i relatori, non sono solo luoghi di pregio naturalistico, ma infrastrutture naturali indispensabili per la qualità della vita presente e futura.

L’iniziativa ha ribadito l’importanza del dialogo tra scuola, istituzioni e famiglie come strumento fondamentale per costruire una coscienza ambientale solida e duratura, capace di tradursi in comportamenti responsabili e consapevoli.