Gallipoli, salvata dal degrado la Chiesa di San Pietro dei Samari: conclusa la prima fase del restauro
Dopo anni di abbandono e degrado, si conclude la prima fase del recupero dell’antico luogo di culto. Decisiva la mobilitazione di cittadini e associazioni che, con oltre 51mila voti, lo hanno portato al primo posto del censimento FAI “I Luoghi del Cuore” nel 2022.
Un monumento per lungo tempo dimenticato, segnato dal degrado e persino da un parziale crollo, torna a essere protagonista del patrimonio storico e culturale di Gallipoli. Sono stati completati gli interventi di consolidamento e restauro architettonico della Chiesa di San Pietro dei Samari, antico edificio di origine bizantina immerso nel Parco naturale regionale Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo.
I risultati dei lavori sono stati presentati al pubblico oggi nel corso di un incontro con rappresentanti delle istituzioni, del FAI e gli esperti coinvolti nel progetto.
Dalla mobilitazione popolare al finanziamento del restauro
La svolta è arrivata nel 2022, quando la chiesa ha conquistato il primo posto nell’undicesima edizione del censimento nazionale “I Luoghi del Cuore”, promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano insieme a Intesa Sanpaolo, raccogliendo 51.443 voti.
Un risultato ottenuto grazie alla mobilitazione di oltre quaranta realtà associative, parrocchie, scuole, confraternite e cittadini, coordinati dalla Delegazione FAI Salento Jonico.
Quella partecipazione ha contribuito a trasformare la richiesta di salvaguardia in un progetto concreto, sostenuto da 420mila euro complessivi: 55mila euro messi a disposizione da FAI e Intesa Sanpaolo, 65mila euro dal Comune di Gallipoli e 300mila euro attraverso i Patti territoriali della Provincia di Lecce.
Un monumento unico nel Salento
La Chiesa di San Pietro dei Samari custodisce una storia che intreccia fede, tradizione e architettura medievale.
Secondo la leggenda, l’apostolo Pietro sarebbe approdato sulla vicina spiaggia durante il viaggio verso Roma, celebrando in questo luogo una prima Messa. Un’iscrizione latina attribuisce invece la costruzione dell’edificio al condottiero crociato Ugo di Lusignano, nel 1148, al ritorno dalla Palestina.
A rendere particolarmente prezioso il monumento è la sua struttura con due cupole allineate sullo stesso asse, considerata l’unico esempio di questa tipologia architettonica di derivazione bizantina nel territorio leccese.
All’interno sono inoltre conservati frammenti di affreschi che attendono ulteriori studi e interventi di restauro.
Un recupero che guarda anche al futuro
«Il recupero della Chiesa di San Pietro dei Samari rappresenta molto più di un intervento edilizio: è un investimento nella memoria storica, nell’identità culturale e nella tutela del paesaggio», sottolinea l’assessora alla Cultura del Comune di Gallipoli, Antonella Russo, evidenziando le opportunità di valorizzazione culturale e turistica del complesso.
Per Virgilio Provenzano, capo della Delegazione FAI Salento Jonico, il risultato testimonia la forza dell’associazionismo e del volontariato civile: «Restituire alla collettività questo splendido e antico luogo di fede non è solo un atto di tutela, ma il vero riscatto di un’intera comunità».
Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Gallipoli Flavio Fasano, rappresentanti della Soprintendenza, del FAI, della Provincia di Lecce e della diocesi di Nardò-Gallipoli e, infine, per un approfondimento storico e archeologico, il professor Paul Arthur dell’Università del Salento.
Il recupero, tuttavia, non è ancora concluso. Gli interventi appena ultimati costituiscono la prima fase di un programma più ampio, che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori lavori, fino al completamento del restauro e alla progressiva valorizzazione dell’intero complesso.
Una storia di partecipazione e tutela che dimostra come la mobilitazione di una comunità possa contribuire concretamente a salvare un bene culturale e a restituirgli il valore che merita.

