Scuola e disagio giovanile: a Sava un confronto corale per rafforzare la rete di tutela attorno ai ragazzi. Video
Un incontro – confronto aperto sul tema del disagio giovanile si è svolto nell’auditorium dell’IISS “Del Prete–Falcone” di Sava, dove il Garante dei Diritti del Minore della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, ha incontrato dirigenti scolastici, istituzioni, operatori e famiglie per discutere del ruolo della scuola nell’intercettare e affrontare le fragilità degli adolescenti.
L’iniziativa, dal titolo “Scuola e segnalazioni. Verso nuove forme di disagio?”, rientra nel tour istituzionale avviato dopo la terza fase del Tavolo Tecnico regionale dedicato al disagio giovanile. Un percorso che ha visto gli istituti pugliesi impegnati nella costruzione di strumenti condivisi per riconoscere precocemente i segnali di vulnerabilità e attivare interventi mirati, con l’obiettivo di rendere l’ambiente scolastico sempre più inclusivo e attento ai bisogni degli studenti.
Ad aprire i lavori è stata la dirigente scolastica Pierangela Scialpi, che ha sottolineato l’importanza di una comunità educante capace di lavorare in rete. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e della rete territoriale, tra cui Daniela Putignano, Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Taranto, insieme a sindaci, amministratori locali, docenti referenti, operatori dei servizi sociali, enti pubblici e privati e numerose famiglie.
Uno dei momenti centrali è stata la presentazione del Vademecum operativo per la segnalazione delle situazioni di disagio minorile, pensato come protocollo condiviso tra scuola, servizi e territorio. Contestualmente è stato illustrato anche un percorso formativo rivolto a genitori, docenti ed educatori, finalizzato a rafforzare le competenze degli adulti che accompagnano quotidianamente i ragazzi.
L’appuntamento di Sava ha confermato che il tema del disagio giovanile non può essere affrontato da un solo attore, ma richiede una visione collettiva e coinvolgimento. La scuola, ancora una volta, si è dimostrata non solo luogo di apprendimento, ma presidio sociale, spazio di ascolto e punto di riferimento per le famiglie. Un passo importante verso una comunità educante più consapevole, più preparata e più vicina ai bisogni dei suoi ragazzi.

