Sequestrato depuratore, responsabili Aqp indagati per avvelenamento colposo

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce hanno sottoposto a sequestro preventivo, con provvisoria facoltà d’uso, l’impianto di depurazione delle acque reflue civili di Martina Franca (Ta), gestito dalla società’ AQP s.p.a. che gestisce tutti gli impianti di depurazione pugliesi. Sotto sequestro anche lo scarico dello stesso depuratore, situato in località «Pastore», in un terreno di proprietà privata.
L’autorità Giudiziaria ha nominato amministratori e custodi giudiziari dei beni sequestrati:
– l’Autorità idrica pugliese su cui grava il compito di garantire la continuità del servizio di depurazione delle acque conformemente ai limiti di legge ed alle norme di settore, prevedendo il ripristino immediato dell’efficienza delle componenti dell’impianto attualmente fuori servizio;
– il Presidente della Giunta Regionale con l’obbligo di individuare, entro 60 giorni una soluzione tecnica alternativa eco-compatibile allo scarico attualmente in uso, benche’ privo di autorizzazione.
L’indagine , coordinata dal sostituto procuratore di Taranto, Lanfranco Marazia, e condotta da personale del Comando CC NOE di Lecce , ha preso il via nel dicembre 2013 quando si aprì una vera e propria voragine, profonda diversi metri, in prossimità del recapito finale del depuratore, nel cuore della Valle d’Itria, dove tuttora si osservano interi campi coltivati a vigneto sistematicamente invasi dai reflui maleodoranti a causa dell’assoluta inadeguatezza dello scarico attualmente in uso.
Questo scarico è oggi costituito da un inghiottitoio naturale che recapita gli effluenti inquinanti del ciclo di depurazione nel sottosuolo, inquinando le acque sotterranee per effetto dell’estrema vulnerabilità della falda profonda in territorio carsico quale è quello della Valle d’Itria.

Le analisi chimico-fisiche effettuate su campioni di acque prelevate dai pozzi posti nel raggio di un km dallo scarico oggi sequestrato hanno evidenziato superamenti dei limiti tabellari per parametri quali il cloro, l’azoto totale il fosforo, i solidi sospesi e i tensioattivi anionici e totali. Valori che, per i Carabinieri del NOE, sono la prova che le acque della falda profonda, che alimentano i pozzi ispezionati, sono contaminate dai reflui provenienti da un depuratore che non funziona adeguatamente.
Per questo si ipotizza a carico dei responsabili di AQP spa il delitto di avvelenamento colposo di acque destinate al consumo alimentare.
La consulenza tecnica disposta dal P.M., infatti, avrebbe evidenziato macroscopiche carenze imputabili al gestore dell’impianto cui è da ricondurre la scarsa efficienza del ciclo di depurazione e quindi la pessima qualità degli effluenti immessi nello scarico. Ne conseguirebbe, pertanto, un vero e proprio smaltimento illecito di rifiuti costituiti da fanghi di depurazione.

Inoltre lo scarico, privo delle previste autorizzazioni, oltre a determinare la contaminazione della falda, ha anche causato un serio rischio idrogeologico, con interessamento dei terreni adiacenti alla SS 172 Locorotondo –Martina Franca e della stessa sede stradale, su cui si osservano lesioni e fessurazioni, con conseguenti rischi per la sicurezza della circolazione veicolare.
Attualmente sono 4 le persone indagate alle quali si contesta, in concorso, l’ inadempimento di contratti di pubbliche forniture, perché, non rispettando gli obblighi derivanti dalla convenzione per la gestione del servizio idrico integrato nell’ATO Puglia, avrebbero fatto mancare il funzionamento di talune unità/componenti dell’impianto di depurazione determinando l’inosservanza degli standard minimi di qualità del refluo depurato.
Vengono loro contestati inoltre il superamento dei limiti tabellari previsti per lo scarico, lo smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da fanghi di depurazione, e l’avvelenamento di acque mediante immissione in falda profonda, attraverso il recapito finale non autorizzato costituito dall’inghiottitoio naturale degli effluenti del ciclo di depurazione contenenti sostanze inquinanti e pericolose per la salute umana.

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