Verdi. De Bartholomaeis e Mariggiò: Commissariamento in Puglia atto politico necessario.

A pochi giorni dal commissariamento della Federazione regionale dei Verdi della Puglia per la mancata attuazione dei deliberati degli organismi nazionali rispetto alla prossime elezioni regionali in Puglia, Cecilia De Bartholomaeis e Gregorio Mariggiò, consiglieri nazionali federali della federazione dei Verdi, giustificano il provvedimento ritenendolo un atto politico urgente e necessario.
“Nel corso dell’assemblea regionale dei Verdi, svoltasi nel mese di ottobre 2014, – spiegano i due consiglieri nazionali – fu approvato all’unanimità un documento-appello da rivolgere alle varie forze politiche, ma anche alle realtà associative, ai movimenti civici, ai comitati organizzati sul territorio, contenente, oltre ad una valutazione estremamente negativa delle politiche attuate dal governo regionale uscente (particolarmente in materia ambientale, ma non solo), una serie di obiettivi che rappresentavano non una piattaforma di contrattazione, ma dei punti fermi non negoziabili”.
“Alla base del documento – proseguono De Bartholomaeis e Mariggiò – vi erano e vi sono l’auspicio e la volontà di creare in Puglia una aggregazione di forze alternative all’attuale centro-sinistra e alle sue politiche neo-liberiste, verificando in primis la possibilità che i Verdi potessero presentarsi all’elettorato con una propria lista e il proprio simbolo. Inoltre, – sottolineano – tra i punti non negoziabili, fondamentale è per tutti noi l’esclusione dalle liste di candidati che siano coinvolti in vicende giudiziarie, in particolar modo nel processo “Ambiente Svenduto”, processo nel quale il partito dei Verdi è costituito come parte civile”.
Ribadendo dunque la scelta di non fare campagna elettorale fianco a fianco con gli stessi che ritengono colpevoli di uno dei disastri ambientali più gravi della storia del paese, i due consiglieri nazionali ritengono che “l’ex portavoce regionale dei Verdi abbia disatteso non solo le indicazioni, ma l’essenza stessa dell’ essere Verdi, nel momento in cui non ha neppure preso in considerazione la possibilità di formare una lista autonoma, né quella di iniziare consultazioni a vasto raggio per la formazione di una coalizione ecologista e civica”.
“La possibilità di entrare a far parte di una coalizione presumibilmente vincente – aggiungono De Bartholomaeis e Mariggiò – è risultata per lui prevalente rispetto alla difesa della nostra storia, della nostra dignità, delle nostre idee. Che cosa vi possa essere di ecologista, di politicamente ecologista, di autenticamente ecologista, nella accozzaglia di nomi e sigle che il candidato Emiliano va mettendo insieme, francamente ci risulta difficile comprendere. Comprendiamo invece che essere coerenti con i propri principi ha un prezzo che non tutti sono disposti a pagare. In nome di questa coerenza noi oggi diciamo che accettando di candidarsi (circostanza da lui in questi mesi negata, ma ora confermata) in una lista anonima a sostegno di Emiliano, eludendo le richieste dei Verdi di Puglia, ribadite sia in Esecutivo Nazionale che nel Consiglio Federale Nazionale, Mimmo Lomelo ha perso la possibilità di rappresentarci e guidarci”.

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