Torre Santa Susanna ed Erchie: truffe all’INPS arresti nell’operazione ” Wasteland “

I militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Francavilla Fontana hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Procura della Repubblica di Brindisi, dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale nei confronti di due imprenditori (D. A. e D. G.), di un consulente del lavoro (T. A.) e di un dottore commercialista (M. M.) a cui sono stati concessi i domiciliari. Eseguito inoltre un’ordinanza di obbligo di dimora nei confronti di quattro rappresentanti di società cooperative agricole (C. G., C. C., L. G. e M. A.), accusati, insieme con altre quattro persone denunciate a piede libero, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di truffe ai danni dell’Istituto Nazionale previdenza Sociale (16 delle quali oggetto del provvedimento “cautelare” ed altre 328 relativamente alle quali si procede separatamente).
Secondo quanto accertato dagli inquirenti il sodalizio criminoso aveva ideato e condotto per molti anni un sistema di fraudolento arricchimento personale, fondato sulla costituzione, a ripetizione, di società cooperative fittizie, che apparentemente si occupavano di attività agricole, ma in realtà avevano l’unico scopo di far conseguire indebitamente a falsi braccianti ed a carico dell’ INPS le prestazioni previdenziali di legge (indennità di disoccupazione agricola, indennità di malattia, indennità di maternità, assegni familiari).
A tale scopo le cooperative dichiaravano falsamente di avere avviato l’attività di coltivazione di terreni (di cui spesso non avevano neanche la disponibilità),
denunciando altrettanto falsamente l’avvenuto impiego di operai agricoli per un periodo superiore a 50 o a 100 giornate lavorative ciascuno (secondo la prestazione
previdenziale da richiedere), consentendo così ai finti braccianti di percepire indebitamente le provvidenze, parte delle quali i fruitori corrispondevano ai capi e agli organizzatori dell’associazione (nella misura di 10-15 euro per ogni giornata di lavoro fittizia).
La continua costituzione di sempre nuove società cooperative, con il determinante contributo dei professionisti coinvolti nell’organizzazione, aveva lo scopo di ostacolare gli accertamenti amministrativi da parte della “Task Force agricoltura”, istituita presso
la Direzione Regionale Puglia dell’Inps proprio allo scopo di fronteggiare efficacemente il dilagante fenomeno dei c.d. “falsi braccianti”.
Gli atti costitutivi, di scioglimento o di messa in liquidazione delle società cooperative sono stati stipulati da due Notai, nei cui confronti non si è proceduto in mancanza di indizi circa la loro consapevole partecipazione allo scopo perseguito dall’associazione, ancorchè sarebbe stato possibile constatare, in sede di stipula, che i rappresentanti legali delle fittizie cooperative stipulanti erano persone interposte dai
2 capi ed organizzatori dell’associazione in cambio di un corrispettivo di poche centinaia di euro.
Ingente il danno patrimoniale subito dall’I.N.P.S., danno che solo negli ultimi cinque anni ammonta a complessivi € 3.105.672,30. L’avvio delle indagini, per altro, ha determinato il blocco dell’erogazione di ulteriori prestazioni per gli anni 2013-2014, così impedendo l’ulteriore depauperamento dell’Ente nella misura di
circa un milione di euro. Inoltre, grazie alla collaborazione attivata fra la “Task Force” dell’Istituto e la Guardia di Finanza è stato possibile porre le basi per il recupero del maltolto (già oggi, infatti, è iniziata anche l’esecuzione del sequestro preventivo di tutti i beni dei membri dell’associazione illecita per un valore complessivo pari a circa 3.200.000,00 euro).
Gli indagati principali, fra i quali è stata dimostrata dagli inquirenti la sussistenza di un saldo e costruttivo patto d’azione comune, risiedono in due comuni del Brindisino Erchie e Torre Santa Susanna. In quest’ultimo comune l’associazione aveva stabilito la propria base operativa, facendo transitare tutto nello Studio del Consulente del lavoro che ormai da anni si impegnava a predisporre pratiche utili per conseguire i risultati illeciti finali, eseguendo, in alcuni casi, lui stesso personalmente singole truffe in concorso.
Due commercialisti (uno solo dei quali sottoposto alla misura cautelare perché, a differenza dell’altro, attualmente ancora attivo, con certezza, nell’organizzazione), creavano le condizioni utili affinché il Consulente del lavoro potesse avviare le
necessarie pratiche amministrative e perché ciascuna delle cooperative del gruppo potesse emettere fatture a “copertura” delle operazioni illecite eseguite; uno di loro si occupava anche del reclutamento di persone da utilizzare quali prestanome per la costituzione delle cooperative.
L’amministrazione delle Cooperative veniva attribuita a c.d. “teste di legno” al solo scopo di non far formalmente comparire i due fratelli organizzatori del business (il maggiore dei quali già ben noto all’Autorità giudiziaria per i suoi molteplici precedenti penali, anche della stessa indole di quelli ora in contestazione).
L’associazione operava almeno sin dal 2005, e la parziale
cessazione della sua attività è stata determinata esclusivamente dall’operazione odierna delle fiamme gialle denominata in codice “Wasteland”, anticipata dall’esecuzione di molteplici perquisizioni personali e
locali nei confronti di quindici indagati e di sette società nel corso del mese di febbraio 2013, e da centinaia di atti d’assunzione di informazioni in sede amministrativa e penale, da numerosi sopralluoghi e da plurime acquisizioni di atti presso Uffici pubblici.
Sono indagate n. 34 persone fisiche ed una società, chiamata a rispondere di truffa aggravata ai danni dell’Ente pubblico.
Sono stati individuati complessivamente nn. 510 falsi braccianti, la cui posizione è al vaglio della Procura della Repubblica.
L’indagine è tutt’altro che conclusa.

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