Taranto: Blitz della Guardia Costiera. Arrestati 17 trafficanti di oloturie. Video

Diciassette ordinanze di custodia cautelare, firmate dal Gip del Tribunale di Taranto su richiesta della Procura, sono state notificate questa mattina dai militari della Guardia Costiera di Taranto impegnati a contrastare la pesca abusiva e la successiva commercializzazione illegale delle oloturie.

Il blitz è scattato al termine di una lunga attività investigativa che ha portato, dopo una serie di sequestri e di denunce, ad individuare una vera e propria organizzazione criminale responsabile di una sistematica attività di pesca illegale e commercializzazione degli esemplari  della specie protetta, i cosiddetti cetrioli di mare richiestissimi in particolare nei paesi orientali. Oramai a rischio di estinzione, le oloturie prelevate prevalentemente nel Golfo di Taranto venivano vendute in Cina a prezzi che possono arrivano anche fino a 300 dollari al chilo e lavorate per realizzare cosmetici. Sotto accusa i responsabili di un gruppo di tarantini che avrebbe gestito il lucroso business derivante dalla pesca di frodo della specie marina protetta che riveste un ruolo centrale per l’equilibrio dell’ecosistema marino: ragione, quest’ultima, che ne rende la raccolta, causa di gravi ed irreparabili danni per l’ambiente, di diminuzione della biodiversità ed alterazione degli equilibri ecologici. Questo mollusco ha, infatti, un’alta capacità depurativa delle acque con notevole carica batterica. Motivazioni, alla base dell’ipotesi di reato di disastro ambientale, mossa nella circostanza a carico dei responsabili, con l’aggravante dell’associazione.   L’operazione denominata “Kalimera” ha visto impegnati più di cento uomini e donne della Guardia Costiera alle dipendenze della Direzione Marittima di Bari – 6° Centro Controllo Area Pesca, con lo spiegamento di 34 autopattuglie e di un elicottero appartenente al 2° Nucleo Aereo Guardia Costiera Catania. Al termine dell’attività investigativa, si è potuto stimare un illecito giro di affari complessivo di circa € 4.500.000. Già in passato sono state condotte analoghe indagini che nel 2018 hanno portato ad approvare  un’apposita legge di contrasto alla pesca delle oloturie.  

 

 

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