Taranto: Arresti appalti pilotati. I nomi

Ci sono anche due ufficiali della Marina, oltre ad imprenditori e dipendenti civili della Forza armata tra le dodici persone poste agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione scattata questa mattina a Taranto.

Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere alla turbativa d’asta, alla corruzione e al furto aggravato. I provvedimenti restrittivi sono stati firmati dal gip Benedetto Ruberto. In manette sono finiti i due ufficiali il contrammiraglio Cristiano Nervi, 56 anni di La Spezia e Antonio Di Molfetta, 50 anni di Taranto e gli altri indagati i tarantini Alessandro Di Persio, 44 anni; Angelo Raffaele Ruggiero, 66 anni; Nicola Pletto, 47 anni; Giona Guarnasciano di 62 anni ; Giovanni Pletto, 45 anni; Giacinto Pernisco, 43 anni e Armando De Comite, 79 anni, e Federico Porraro, di 61 anni; Fabio Greco, 44 anni residente a Leporano; Abele D’Onofrio, 60 anni di Locorotondo.

De Comite, Ruggiero, Di Persio, Greco, Pletto, Guardascione e Pernisco sono gli imprenditori coinvolti: amministratori, gestori di fatto delle società Consorzio navalmeccanico Taranto, Rit Srl, Consorzio Chio.Me, Technomont Taranto Srl, Omega Engineering Srl, Siples Srl, Tps Taranto Srl, Comerin Srl, Maren Srl, Mib Srl, Imet Srl, Officine Jolly Srlu.

L’inchiesta, diretta dal procuratore aggiunto di Taranto Maurizio Carbone, ha fatto luce sull’aggiudicazione di alcuni appalti per i lavori di ammodernamento e riparazione di unità della Marina. Su almeno 15 commesse per un valore di 4.800.000 euro secondo quanto scoperto dagli inquirenti avrebbe messo gli occhi un’associazione per delinquere composta da imprenditori in grado di pilotare l’aggiudicazione grazie alla complicità di uno degli ufficiali coinvolti nel 2018.

Complessivamente nell’inchiesta sarebbero stati inquadrati lavori per un totale di oltre 14 milioni di euro..

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