TAC Tutela Ambiente Campomarino lancia la Pagella Ambientale e invita a mettere i voti

Il tempo in cui nel vecchio porticciolo di Campomarino si poteva fare il bagno tra pesciolini che sguizzavano in limpide acque è un lontano ricordo degli anni ’50. Negli anni ’80, con il nuovo porto TORRE MOLINE e annessi insediamenti di ristorazione e commerciali, iniziò il cambiamento ambientale.”

E’ la ricostruzione dei problemi di Campomarino di Maruggio e dintorni da parte di Antonio Diomede Presidente dell’Associazione TAC Tutela Ambiente Campomarino che, sebbene inascoltata dalla politica locale, da anni propone e cerca di contribuire al miglioramento della marina. Ora, nel chiedere il giudizio degli altri villeggianti e residenti, lancia una singola Pagella Ambientale.

“In quel tempo si inneggiava allo sviluppo turistico e commerciale di Maruggio che si avviava ad uscire da una società contadina, sempre attenta alla conservazione del territorio e alle sue splendide bellezze naturali, per incamminarsi verso il disastro ambientale con gioia incontenibile di improvvisati costruttori abusivi mai doverosamente perseguiti dalle amministrazioni di turno a discapito della popolazione residente e non residente ossequiosa delle leggi e gelosa dell’immenso patrimonio ereditato dalla natura ma, purtroppo, spesso lasciato nelle mani della mala politica locale.

Da non credere, ma ancora oggi, scheletri di cemento degli anni ’80 e ‘90, costruiti sulle millenarie dune di Campomarino, non abbattuti come si doveva, improvvisamente sono divenuti lussuosi villoni da sceicchi di Dubai. Non abbiamo notizia sulla regolarità di quelle costruzioni, speriamo bene naturalmente, ma certo è che si è visto spianare le dune a destra e sinistra della litoranea lungo il tratto di costa che va da Torre Ovo a D’Ayala.

Cosa dire dei tratti di spiaggia recintati da privati per impedirne l’accesso al mare come fosse cosa propria e non dei cittadini? E’ un abuso intollerabile che prelude a una malcelata speranza degli abusivi del cemento per spianare ancora dune nel momento politico giusto in cui le amministrazioni diventano permissive. Quante sono le ville costruite sul terreno demaniale abbattute dalle ruspe fino ad oggi? Ecco dove risiede la fondata speranza di coloro che recintano oggi il terreno costiero nella speranza di poter domani costruire il proprio villone.

Abbiamo espresso all’Amministrazione comunale di Maruggio e alle Autorità demaniali il nostro fermo dissenso a concedere al Tayga Beach l’ampliamento di altri 567,45 mq di spiaggia, sottratti ai cittadini per uso privato. Il dirigente del RUP di Maruggio, Ing. Paolo Magrini, ha precisato che “ …..non si tratta di ampliamento di concessione bensì di una parziale compensazione di area concessa data la situazione conclamata (e certificata) di erosione della costa con puntuale quantificazione della stessa” .

La risposta di Magrini, fa capire come ragiona l’Amministrazione maruggese nel suo intento culturale e politico. A lor signori preme fare la quadratura matematica dei metri quadri assegnati al Tayga Beach per obbligo di concessione piuttosto che tenere conto del delicato quadro ambientale del tratto costiero sul quale ricadrà l’ampliamento dello stabilimento confermato dalla presenza del SIC “Dune di Campomarino”.

Poco importa se quel tratto appartiene alla Rete Natura 2000 d’interesse comunitario; se le stesse aree fanno parte anche della più ampia istituenda Riserva Regionale Orientata denominata “Dune di Campomarino” e se, come tali, vanno protette per conservare inalterati gli habitat dunali e marini dall’enorme valore naturalistico, ambientale e paesaggistico.

Negli anni, tale modo di concepire lo sviluppo turistico di Maruggio è finito per determinare “The after day ambientale di Campomarino” similmente alla trama del film “The after day” scritto da Edward Hume e  diretto da Nicholas Meyer (1983) che ipotizzava l’autodistruzione dell’umanità a causa di una sciocca guerra nucleare tra Stati Uniti e URSS. Per dire che il selvaggio sviluppo turistico di Campomarino, il giorno dopo, finisce per determinare la distruzione di questo incantevole territorio. Tant’è che qualche amministratore comunale, scioccamente come insegna la trame del film, sogna una Campomarino tipo Rimini !!!

Come TAC, Tutela Ambiente Campomarino, fin dalla nascita dell’associazione del 2017, abbiamo segnalato tutto questo ed altro ancora in nove edizioni Video Shock e centinaia di documenti fotografici inviati a tutte le Autorità Locali e Regionali senza ricevere adeguata attenzione sui temi della vigilanza e incolumità dei cittadini a seguito dei gravi furti e scassi di decine di abitazioni ad opera di bande di balordi che da anni circolano indisturbate nella zona. Della questione sono state inutilmente investite le Autorità locali (Forze dell’ordine e Comune) affinché provvedano a vigilare e illuminare le strade; a monitorare il traffico con un circuito di telecamere nei punti sensibili di accesso a Campomarino. 

Per buona informazione abbiamo riscontrato con piacere che il nostro appello è stato invece raccolto dal Comune di Torricella che ha provveduto, con grandi cartelli stradali, a rassicurare la popolazione del monitoraggio video di Torre Ovo per scoprire qualsiasi atto delinquenziale.

Di fronte ai continui assalti alle case di Campomarino (il 2019 furono circa quaranta), il Comune di Maruggio non ha ritenuto intervenire mentre nulla di nulla si è saputo della attività di indagine e repressione da parte delle forze dell’ordine. Campomarino, da anni, è preda di balordi ma nessuno interviene. La vigilanza è un lusso. Se la vuoi devi pagarla alle società private con il rischio di cadere dalla padella alla brace rimanendo vittima dei vigilanti a pagamento.

In tema di sicurezza stradale, le strade di Campomarino sono ridotte a un colabrodo per il mancato rifacimento del manto di asfalto e per l’azione invasiva delle radici degli alberi con gravissimo pericolo per ciclisti e pedoni. Le piste ciclabili sono state abbandonate alle erbacce.

Abbiamo lottato per anni per ottenere la raccolta differenziata porta a porta. Qualche miglioramento c’è stato grazie alla nostra tenacia e capacità di critica costruttiva, ma moltissimo resta ancora da fare per il buon decoro che merita Campomarino. A nostro avviso la raccolta dei rifiuti va riorganizzata in modo da non indurre i cittadini ad abbandonare i sacchetti sui cigli delle strade fornendo loro pattumiere capienti e localizzando adeguati capienti contenitori stradali.

Per evitare di trasformare la raccolta differenziata da “porta a porta” a “strada per strada” sarebbe opportuno avvalersi di mezzi leggeri di trasporto (tipo vespette) capaci di introdursi in tutte le stradine per evitare che la gente abbandoni la spazzature sulla strada principale lontana da casa.

Segnaliamo la mancata manutenzione degli accessi al mare (pedane e scorri mano delle passerelle deteriorati dal tempo) e la pulizia degli arenili come si dovrebbe per difendersi da malattie infettive della pelle e da Covid.

Questa stagione è caratterizzata dalla siccità per la qual ragione i pozzi sono semivuoti. A tale penuria d’acqua sorgiva si è aggiunta la sospensione della fornitura d’acqua che effettuano i camionisti privati per ragioni che non conosciamo, ma che ha messo in evidenza l’assoluta necessità di installare fontanelle pubbliche (almeno una ogni cinquecento metri lungo la litoranea) per far fronte all’emergenza da siccità.

Alle numerose segnalazione inascoltate che la TAC ha prodotto in sei anni di attività aggiungiamo ancora una volta la pericolosità delle linee elettriche e telefoniche sorrette da palificazioni fatiscenti a rischio disastro mortale in numerosi siti di Campomarino.

Rimane indecente lo spettacolo di allagamento delle strade causato dalle tempeste d’acqua stagionale così come stupisce il mancato riordino toponomastico per il quale le denominazioni delle strade del quartiere Capoccia Scorcialupi sono ignobile imitazione dei campo di concentramento piuttosto che da zona turistica.

Di fronte a tali carenze urbanistiche e di servizi essenziali, tutte documentate con video e centinaia foto datate, più volte ci siamo chiesti con quali occhi la Foundation for Environmental Education (FEE), ha riconfermato Campomarino Bandiera Blu 2022 cioè, inverosimilmente, tra le località che rispettano rigorosi parametri di sostenibilità ambientale e sociale, meritevole di attestazione della eccellenza delle acque di balneazione. E ciò è stato certificato dalla FEE dopo tutto ciò che è accaduto a seguito del dragaggio del porto effettuato questo inverno.

Ma questa è un’altra storia che fa parte dei misteri della politica locale sulla quale ritorneremo a parlarne appena avremo documenti probandi sulle specifiche responsabilità.

Da quest’anno a seguire, la TAC pubblicherà “LA PAGELLA AMBIENTALE CAMPOMARINO”.

I cittadini potranno esprimere il loro voto assegnando un punteggio da 1 a 10 alle seguenti singole voci: AMBIENTE – QUALITA’ MARE E SABBIA – RACCOLTA DIFFERENZIATA – VIGILANZA CITTADINA – SICUREZZA STRADALE – URBANISTICA – SERVIZI URBANI PRIMARI (luce, acqua, telefonia) – AMMINISTRAZIONE COMUNALE (rapporto con i cittadini).

Comunicare il voto a presidenza.tac@libero.it con eventuali vostri commenti.