Si costituisce e confessa omicidio per motivi passionali

Copertino – Accompagnato dal suo avvocato, si è costituito intorno alle 22 di ieri Lucio Margari, 34 anni di Copertino, presunto responsabile dell’omicidio di Fabio Frisenda, il 33enne copertinese freddato a colpi d’arma da fuoco lo scorso venerdì, 4 luglio.
Le indagini dei

Carabinieri della Compagnia di Gallipoli e del Reparto operativo di Lecce avevano permesso in breve l’identificazione dell’assassino che aveva agito a volto scoperto senza preoccuparsi della presenza di videocamere né di eventuali testimoni.
E così i pm Guglielmo Cataldi e Stefania Mininni avevano già chiesto al gip l’emissione nei suoi confronti di un’ordinanza di custodia cautelare ai quali l’uomo ha tentato di sottrarsi nascondendosi presso alcuni partenti della compagna. Infine la decisione di consegnarsi alle forze dell’ordine e di confessare l’omicidio.
Venerdì mattina Margari si era recato con la sua auto una Audi A 3 grigia, all’appuntamento con la vittima, alla periferia di Copertino. Lo avrebbe ucciso – ha spiegato – per vendetta, per punire le avance fatte da Frisenda alla sua compagna mentre, circa due anni fa, si trovava in ospedale . Ha anche consentito il ritrovamento dell’arma del delitto, una pistola clandestina calibro 9,19 di fabbricazione croata. L’aveva occultata nell’intercapedine di un muretto a secco, alle porte di Lecce.
Il movente non convince però gli investigatori. Margari, ferito in un agguato il 28 agosto 2012 per il quale fu poi arrestato e condannato a dieci anni Giuseppe Nicola Vangeli, è considerato un boss emergente, pronto a tutto pur di affermare il proprio potere.
Anche Frisenda aveva dei precedenti: arrestato due anni fa per estorsione al titolare di un’agenzia funebre e condannato a febbraio per spaccio di cocaina, era sottoposto agli arresti domiciliari ma aveva il permesso di uscire per lavorare in una ditta di infissi metallici.

Il 34enne è ora accusato di omicidio premeditato e detenzione abusiva di arma.

Le indagini proseguono per confermare la presenza sul luogo del delitto di un complice di cui il killer nega l’esistenza.

arma delitto Frisenda

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