Scontro fra treni nel leccese: 15 feriti lievi.

Due convogli delle Ferrovie Sud Est si sono scontrati nel pomeriggio sulla tratta tra San Donato di Lecce

e la frazione di Galugnano, in Salento. Lo scontro frontale tra i due convogli che percorrevano a bassa velocità un binario unico, ha provocato una quindicina tra contusi e feriti lievi, tra cui un macchinista. I soccorritori del 118 confermano che i feriti hanno riportato soprattutto contusioni a seguito dello scontro frontale tra i due convogli, avvenuto su un rettilineo a binario unico che i treni percorrevano a bassa velocità.

I feriti e i passeggeri di entrambi i treni, un’ottantina in tutto, tra i quali alcuni turisti, sono stati soccorsi sul posto da Vigili del Fuoco e personale del 118.
I passeggeri, aiutati dai soccorritori a lasciare il luogo dell’incidente, avvenuto in una zona di campagna, sono stati aiutati dai soccorritori a raggiungere a piedi la strada che costeggia la tratta ferroviaria per essere poi prelevati da uno scuolabus e condotti presso il Municipio di San Donato di Lecce.

A causare l’incidente, secondo la dinamica ricostruita da Ferrovia dello Stato, proprietaria da alcuni mesi delle Ferrovie Sud Est, (FSE), “uno dei due convogli era fermo al segnale di ingresso della stazione di Galugnano, mentre l’altro è partito in direzione Lecce non rispettando il segnale rosso”.

Neanche un anno fa, il 12 luglio scorso in Puglia sulla tratta a binario unico di un’altra azienda ferroviaria pugliese in concessione, la Ferrotramviaria, tra Andria e Corato si verifico lo scontro tra due treni che causò 23 morti e 50 feriti.

“Evidentemente non è bastata la strage di Corato” – afferma Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia – Ancora uno scontro fra treni, questa volta delle Ferrovie Sud-Est, che solo grazie alla buona sorte, come in altre circostanze, non si è tramutato in strage. Ribadiamo con forza la richiesta avanzata alla Regione Puglia dodici mesi or sono, evidentemente rimasta senza risposta: si proceda con un controllo severo e a tappeto delle misure di sicurezza in dotazione alle ferrovie a gestione privata, chiaramente inadeguate a garantire l’incolumità dei passeggeri, affinché siano potenziate quanto prima con un progetto serio e credibile”.

Aldo Pugliese si chiede come mai “le Ferrovie dello Stato abbiano in dotazione tecnologie avanzate in grado di sventare simili incidenti, mentre le ferrovie private pugliesi siano ancora all’età della pietra. Forse non è bastato quanto accaduto a Corato?”.

“L’impressione è che anche stavolta la scusa dell’errore umano cancellerà presto ogni responsabilità istituzionale con un colpo di spugna – continua Pugliese – mentre tutti sanno che le ferrovie private pugliesi non sono sicure e non lo sono da anni. E’ a dir poco incredibile che una regione ad alta vocazione turistica come la nostra debba avere un trasporto su ferro da Far West, con scambi gestiti, ben che vada, attraverso la messaggistica telefonica. Dopo l’incidente di Corato, nulla si è più saputo sui milioni di euro che dovevano essere destinati all’implementazione dei sistemi automatizzati di sicurezza. La Regione Puglia – conclude Pugliese – si assuma le proprie responsabilità e convochi subito un tavolo tecnico per fare il punto della situazione, delle risorse disponibili a mettere in sicurezza le linee ferroviarie e degli interventi da effettuare, con tempistiche certe e concrete”.

Intanto l’assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Giovanni Giannini, fa sapere che dei 36 mln di euro assegnati alle Ferrovie del Sud Est con la programmazione 2007-13 dei Fesr per la sicurezza ferroviaria solo in minima parte sono state utilizzate entro il termine di scadenza dei fondi POR. Giannini rileva che “le somme sono state quindi implementate fino a circa 60 milioni di euro e riprogrammate con i Fesr 2014-2020 e serviranno a mettere in sicurezza l’intera rete ferroviaria gestita da FSE”.

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Foto ANSA

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