“Ribatti”, parte la formazione per i condomìni cardioprotetti

In 8 condomìni di Taranto l’incidenza dei decessi da arresto cardiaco improvviso sarà sensibilmente abbattuta.
È il grande risultato dell’edizione 2017 di “Ribatti”, il progetto che Acli Taranto e 118 portano avanti da tre anni, reinvestendo i fondi garantiti dal “5xmille”. Dopo la creazione della rete di cardioprotezione con alcuni bar cittadini, infatti, “Ribatti” ha deciso di rivolgere la propria attenzione al luogo apparentemente più sicuro, la casa, dove però avviene il 70% degli episodi di arresto cardiaco improvviso.
Individuati i condomìni, quindi, domani e per tutta la giornata di mercoledì, dalle 15 alle 19, il dottor Mario Balzanelli (direttore del 118 provinciale) terrà la formazione relativa alle tecniche di primo soccorso e all’uso dei defibrillatori automatici.
Il progetto, infatti, oltre a prevedere la distribuzione di queste apparecchiature, si preoccupa anche di formare in maniera mirata chi dovrà utilizzarle. Accadde con i bar, quando furono coinvolti gestori e personale dipendente, sta accadendo con i condomìni attraverso il reclutamento diretto di alcuni condòmini e la stesura di un dettagliato disciplinare per la concessione dei defibrillatori, la loro manutenzione e il protocollo da seguire in caso di emergenza.
Un progetto praticamente unico, in grado di competere a livello nazionale con Milano dove l’idea si è fermata allo stadio di bozza, senza mai entrare nella fase operativa: Taranto, per una volta, si distingue con un primato.
Alle due giornate di formazione prenderanno parte anche il referente Acli del progetto, il dottor Aldo La Fratta, e il presidente delle Acli Provinciali, l’avvocato Giuseppe Mastrocinque.

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