Regionale 8: da strada scorrevole e sicura a mulattiera

“Ricordo quando ero bambino e sentivo parlarne mio padre con gli amici, che già all’epoca la invocavano con impazienza

. Sono cresciuto con la convinzione che la Regionale 8 Talsano-Avetrana fosse una sorta di leggenda popolare, un mito dai contorni chimerici, un po’ come la storia de Lu Lauru”.
Salvatore Luigi Baldari – Presidente dell’Associazione Socio-culturale Casa Dell’Evoluzione di Avetrana – torna a parlare della Strada Regionale n. 8 e non nasconde la sua delusione. A 26 anni dell’approvazione del progetto originario, la strategica arteria attende ancora di essere realizzata . Per l’opera nel settembre del 2016 la Regione Puglia ha stanziato complessivamente 193 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, e conta di appaltarne i lavori entro il 2019. Ma il realizzando progetto è ben diverso da quello inizialmente approvato.
“Abbandonato il progetto che prevedeva anche una serie di elementi che avrebbero impreziosito l’opera, dandole più sicurezza e più servizi – afferma  Baldari – quel che resta è una misera striscia d’asfalto di dieci metri in tutto, rispetto ai 26 previsti originariamente, senza guard-rail e con una sola corsia per senso di marcia. Delle 27 rotatorie previste, ne restano solo 9; della pista ciclabile di 43km che avrebbe collegato Baia dei Pescatori a Torre Colimena s’è persa ogni traccia, stessa sorte delle diverse aree parcheggio nell’entroterra. Appare sconcertante anche solo l’idea di progettare nel 2018 un’arteria di così vitale importanza con queste dimensioni e queste caratteristiche, ovvero l’opposto di ciò che si definirebbe una strada scorrevole e sicura. Che poi era l’obiettivo di un’esigenza avvertita da un territorio molto vasto e palesemente bistratto, soprattutto in tema di collegamenti. Ebbene, mentre il mondo avverte ogni giorno la necessità di costruire strade ampie, attrezzate e sicure, Taranto sta per partorire il classico topolino. Altrove si progettano superstrade a quattro corsie, qui invece si sta lottando per realizzare una mulattiera sulla quale forse si immagina possano ancora marci re carretti trainati da cavalli e asini. Alla
cifra di 193 milioni. Se mai un giorno questa leggendaria infrastruttura vedrà la luce, sarà nata già morta. Inutile e vecchia”.”Ed inutile – aggiunge Baldari – è nascondersi dietro astratte complicazioni burocratiche. Un’opera approvata nel 1988 ed ancora “indefinita” nel 2018 ha dei responsabili concreti e palesi, con nomi e cognomi. Si tratta di scelte, di visioni, della volontà di puntare su un territorio che negli ultimi decenni è cresciuto grazie agli sforzi di operatori privati del turismo e del commercio, cooperative agricole, Gal e Comuni, i quali hanno investito su paesaggio e servizi. Uno sforzo che va rilanciato e supportato con un’opera pubblica essenziale, ovvero il progetto originale della Regionale 8 e non questo rattoppato di oggi. Perché qualcuno, prima o poi, dovrà dare una risposta alla domanda: “Cosa vogliamo che sia effettivamente l’area tarantina?” (quella che a me e qualche caro amico piace chiamare Terra jonica) Perché se le vertenze nostrane sono incentrate esclusivamente su discariche, nomine e revoche di amministratori delle partecipate, ciminiere e inceneritori, allora a pensar male ci vuole ben poco. È necessario che qualcuno, più in alto, dia una risposta a questa banale domanda. Altrimenti continueremo a galleggiare in questo nostro inesorabile “sviluppo senza progresso” (Pasolini mi perdonerà per la citazione), appaltando la crescita del nostro territorio a operazioni svincolate da scelte strategiche e di visione”.
“Mi va di ringraziare – conclude il presidente di Casa dell’Evoluzione – le associazioni di categoria Cia, Coldiretti, Confcommercio, Casartigiani che nelle ultime settimane hanno riacceso i riflettori su questa vicenda e i Sindaci dei Comuni interessati. Ma non possiamo accontentarci di questa presa in giro. A tutti voi, chiedo di fare appello ai cittadini. Superiamo il disfattismo che ci contraddistingue, iniziamo a sviluppare un proficuo senso
di appartenenza, altrimenti Taranto ed i suoi dintorni, continueranno ad essere percepiti sempre e solo come un agglomerato urbano e mai come una comunità, continuando a contare come il due di picche, sempre e dovunque. E
la storia de Lu Lauru continueremo a tramandarcela solo fra di noi. Peccato no?”
Intanto, al fine di approfondire gli aspetti operativi propedeutici alla realizzazione della Strada Regionale n. 8, mercoledì prossimo, 7 novembre, a Bari, presso la sede della Regione Puglia,  si svolgerà l’incontro tra l’assessore ai Trasporti Giannini, con la sua struttura tecnica, l’Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio (ASSET), i sindaci dei Comuni di Taranto, Leporano, Pulsano, Lizzano, Torricella, Maruggio, Manduria e Avetrana, con i rispettivi tecnici e il presidente della Provincia di Taranto, oltre alle associazioni di categoria (Confcommercio ed altre) che avevano promosso specifico incontro alcune settimane fa in Prefettura a Taranto.

 

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