Quote rosa in giunta: assenza non giustificata

Non sono soddisfatti della risposta fornita dal Sindaco di Manduria, Roberto Massafra, in merito al mancato rispetto delle quote rosa in giunta

, i cinque consiglieri comunali firmatari di un esposto al Prefetto di Taranto.
Girardi, Di Cursi, Dinoi, Bentivoglio e Durante, prendendo atto del contenuto della risposta stilata dal Sindaco di Manduria, ritengono che per l’ennesima volta abbia “dato prova di non aver compreso qual è il ruolo del Primo Cittadino nell’ambito della gestione politica ma anche amministrativa del Comune”.
“Egli “scarica” – affermano i consiglieri – sui gruppi politici la responsabilità di non aver saputo indicare o scegliere assessori donne, ma dice che anche il suo movimento politico aveva in carico un assessore donna (Avv. Distratis) cui ha rinunciato per mantenere un uomo in giunta!”
“Le vicissitudini che – scrivono al Prefetto i cinque consiglieri – hanno caratterizzato il “continuo cambio degli assessori (oltre 10) in meno di tre anni”, hanno creato perplessità ed incertezza anche in coloro che venivano “chiamati” per ricoprire la carica di assessore. Un Sindaco capace e competente avrebbe saputo gestire la dinamica dei rapporti tra i vari gruppi di maggioranza in armonia con le disposizioni normative, optando per l’assessore donna (Commercialista) del “suo movimento” presente in Consiglio Comunale, invece di mantenere l’assessore uomo!
L’incapacità del Sindaco Massafra, invece, non solo ha comportato la violazione di norme, ma ha anche trovato la sua massima espressione sia nella nomina “inopportuna” di un assessore che è un ex dipendente comunale andato in pensione dal 1° dicembre 2016 e che per tale ragione non può garantire quella terzietà che un amministratore dovrebbe assicurare, ma soprattutto nella nomina di una persona che nel mese di agosto 2015 lui stesso ha denunciato alla procura della Repubblica e nei confronti del quale non ha mai ritrattato le sue convinzioni neppure dinanzi all’assoluzione disposta dal Tribunale penale!
Oltretutto, l’ex dipendente (geom. Claudio Digiacomo) ha in corso un contenzioso con il Comune di Manduria per rimborso delle spese legali che di norma comporta l’incompatibilità a ricoprire l’incarico di assessore!
Né il Segretario Generale,Responsabile della Trasparenza e Anticorruzione, ha evidenziato tale situazione nel momento dell’incarico,che ha portato alla nomina di Assessore con apposito Decreto Sindacale!
Solo a seguito della notizia diffusa a mezzo stampa, il Segretario ha chiesto all’interessato di rimuovere la causa d’incompatibilità!
Rimozione dell’incompatibilità avvenuta attraverso una “semplice dichiarazione” di rinuncia dell’interessato al contenzioso, priva di ogni riferimento normativo che si addice a tale situazione!”
Tornando al contenuto della risposta del Sindaco, gli scriventi Consiglieri non possono accettare le giustificazioni del Sindaco che scrive “Proprio per colmare il divario numerico di genere in giunta ho personalmente ricercato, al di fuori delle forze politiche presenti in consiglio comunale, la disponibilità di esponenti della società civile o di semplici cittadini, purché qualificati dai punto di vista tecnico amministrativo, ad entrare a far parte della compagine assessorile, onde assicurare la seconda presenza femminile in giunta” ed ancora: “La ricerca si è protratta per oltre cinque mesi, e malgrado gli sforzi profusi nessuna indicazione è pervenuta dal mondo politico e dalla società civile sicché, per evitare di lasciare incompleta la compagine di governo cittadino in un settore importante come quello dell’Urbanistica, ho dovuto provvedere alla nomina di un assessore uomo, l’unico disponibile ad accettare l’incarico”.

“È chiaro- aggiungono i cinque consiglieri di minoranza – che le suddette giustificazioni sono pura demagogia!
Infatti il Ministero dell’Interno, con circolare del 24 aprile 2014 del Dipartimento affari interni e territoriali, ha chiarito che occorre lo svolgimento da parte del sindaco di una preventiva, accurata e necessaria attività istruttoria preordinata ad acquisire la disponibilità allo svolgimento delle funzioni assessorili da parte di persone di entrambi i generi. Laddove non sia possibile, occorre “un’adeguata motivazione” sulle ragioni della mancata applicazione del principio di pari opportunità. Ragioni che, come nel caso che ci occupa, non possono essere esaustive in una ricerca generica!
La necessità del rispetto del principio costituzionale delle pari opportunità nella composizione della Giunta locale e stata, inoltre, recentemente affermata anche dalla giurisprudenza amministrativa che con la recente pronuncia del Consigli di Stato, sez V, n. 406 del 27.10.2015, ha confermato il carattere inderogabile della percentuale di presenza del genere meno rappresentato nelle Giunte Comunali prevista dalla Legge 56/2014, costituendo un ineludibile parametro di legittimità delle nomine.
La sentenza chiarisce, infatti, che per derogare alle disposizioni normative il sindaco deve fornire “effettiva prova dell’adeguata istruttoria svolta per reperire per la nomina di assessore femminile” idonee personalità nell’ambito territoriale di riferimento”.
Alla luce di quanto sopra, è chiaro che le affermazioni del Sindaco Massafra innanzi richiamate circa la affannosa, ma vana, ricerca di personalità femminili cui affidare le delicate funzioni assessorili non trovano alcun adeguato riscontro documentale!
Il Consiglio di Stato ha sottolineato che se il giusto contemperamento dei due principi normativi che vengono in gioco (garantire la parità tra i sessi e nello stesso tempo garantire il continuato, ordinato e corretto svolgimento delle stesse funzioni politico—amministrativo) può ragionevolmente rintracciarsi nella effettiva impossibilità di assicurare nella composizione della giunta comunale la presenza dei due generi nella misura stabilità dalla legge, tale impossibilità deve essere adeguatamente provata e pertanto si risolve nella necessità di un’accurata e approfondita istruttoria ed in un’adeguata e puntuale motivazione del provvedimento sindacale di nomina dell’assessore nominato (geom.Digiacomo); nomina che ha determinato il non rispetto della quella percentuale di rappresentanza prevista dalla Legge 56/2014″.
Girardi, Di Cursi, Dinoi, Bentivoglio e Durante dunque, alla luce delle tali osservazioni, considerato che il decreto Sindacale di nomina dell’Assessore Geom. Claudio Digiacomo nella Giunta di Manduria viola la Legge 56 del 2014, hanno chiesto al Prefetto di Taranto di invitare il Sindaco di Manduria a procedere all’annullamento del decreto sindacale, al fine di ripristinare le dovute condizioni di garanzia.

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