PD Manduria. Filoni: “la politica non si fa con i comunicati. Serio ricostruisca il partito o la base si autoconvochi”
Dopo le recenti prese di posizione del commissario del Partito Democratico di Manduria, Massimo Serio, interviene Dino Filoni, che in una nota affronta il tema del ruolo del commissariamento e dello stato di salute del circolo cittadino.
Al centro della sua riflessione vi sono la ricostruzione politica del partito, il coinvolgimento degli iscritti e la necessità di rilanciare un confronto democratico interno, tornando a porre l’attenzione sulle responsabilità che hanno portato il PD manduriano all’attuale fase di crisi. Segue il comunicato integrale.
Ospedale Giannuzzi, area PIP, commercio e centro storico: il commissario del Partito Democratico di Manduria, Massimo Serio, continua a moltiplicare gli interventi sui temi dell’amministrazione cittadina. Interventi che però sollevano un interrogativo politico di fondo non più rinviabile: qual è il vero compito del commissariamento?
Mentre la visibilità sui giornali abbonda, la ricostruzione interna appare completamente paralizzata. Il PD manduriano viene da una stagione drammatica: lacerazioni intestine, scelte elettorali suicide, la rinuncia a una lista autonoma e l’azzeramento totale della rappresentanza in Consiglio comunale. Una débâcle che ha precise responsabilità politiche, su cui si continua però a far calare un comodo velo di oblio.
Il commissariamento non è nato per gestire la routine o collezionare ritagli di stampa, ma per curare un partito lacerato e restituire centralità agli iscritti. Ad oggi, invece, i circa cento tesserati certificati dalla Commissione provinciale di garanzia assistono a una gestione che rischia di reiterare i soliti metodi autoreferenziali: decisioni discusse in vertici ristretti, confronto azzerato e dissenso ignorato. Invece di invocare un’unità di facciata che cancella gli errori del passato, Massimo Serio ha il dovere di rispondere con atti concreti: un calendario di assemblee trasparenti, la verifica pubblica del tesseramento e tempi certi per restituire il circolo a una guida democratica ed eletta.
Se dal commissario non arriveranno risposte chiare e immediate, spetterà alla base prendere in mano il proprio destino. L’ipotesi di un’autoconvocazione degli iscritti non è solo un’opzione legittima, ma diventa a questo punto l’unica vera scossa democratica per rompere l’immobilismo della gestione commissariale, riaprire la sede e ridare dignità alla comunità politica. Il PD di Manduria non può ridursi a una sigla svuotata che vive solo nelle note stampa. Servono fatti: se il commissariamento continuerà a gestire l’esistente senza affrontare i nodi della crisi, sarà la base militante a doversi riprendere il partito. (Dino Filoni)

