Operazione “Fulmine”: quattro arresti per rapine e furti

Alle prime ore del mattino di oggi, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Manduria e i militari delle Stazioni locali, hanno eseguito nel comune di Lizzano (TA), 4 arresti

nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di rapina a mano armata e furto aggravato di due autovetture utilizzate per la commissione di rapina.

Nel corso dell’operazione odierna, denominata “Fulmine” dalla capacità dimostrata dai malviventi di portare a termne le azioni con velocità fulminea, anche in un solo minuto, sono stati eseguiti i provvedimenti cautelari, emessi dal GIP del Tribunale di Taranto, dott. Giuseppe TOMMASINO, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto, dr.ssa Maria Grazia ANASTASIA, al termine di indagini che hanno consentito di disarticolare un gruppo composto da quattro giovani residenti a Lizzano che, negli ultimi tre mesi, con armi in pugno, in quattro diverse circostanze, alternandosi tra loro, hanno compiuto tre rapine ad esercizi commerciali e tentato una quarta in banca, realizzando un bottino complessivo di circa 2.850,00 euro.
Le indagini sono state avviate il 13 febbraio scorso in seguito ad una rapina perpetrata ai danni di un supermercato di Fragagnano (Ta), in cui, un individuo, travisato ed armato di pistola, fece irruzione e, sotto la minaccia dell’arma, si impossessò della somma contante di cassa € 1.950,00. Il malvivente si diede, quindi, a precipitosa fuga a bordo di una Lancia Y condotta da un complice. L’auto, rinvenuta dai Carabinieri poco dopo nell’agro di Fragagnano, risultò essere oggetto di furto perpetrato pochi minuti prima in quel centro.

I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Manduria, coadiuvati dai militari della Stazione di Fragagnano, esaminando le immagini di numerosi sistemi di videosorveglianza presenti in zona, sono riusciti a ricostruire il percorso seguito dai malviventi nelle fasi precedenti e successive alla rapina. In particolare, analizzando le immagini del furto dell’auto, gli investigatori hanno individuato il numero di targa della Fiat Punto di colore scuro a bordo della quale i rapinatori avevano raggiunto il posto. L’auto, intestata ad una donna di Lizzano, risultava di fatto utilizzata dal figlio convivente della stessa, Giuseppe MOTOLESE, 28enne, pregiudicato con precedenti specifici, con una forte somiglianza con l’uomo notato da un testimone abbandonare la Lancia Y subito dopo la rapina. Ulteriori accertamenti hanno consentito di raccogliere altri indizi a carico del giovane e di identificare il suo presunto complice in Antonio CARRIERI, 36enne di Lizzano, anch’egli pregiudicato per reati specifici.

MOTOLESE Giuseppe

CARRIERI Antonio

Giuseppe MOTOLESE è inoltre responsabile di una seconda rapina ai danni di un esercizio commerciale di rivendita di oggettistica gestito da cittadini cinesi avvenuta il 6 aprile scorso quando due persone travisate, di cui una armata di pistola, si impossessarono del registratore di cassa contenete la somma in contanti di € 500,00, e, dopo essersi allontanati a piedi per le vie adiacenti, salirono a bordo di una Fiat Panda e si dileguarono, facendo perdere le proprie tracce. Fondamentali per le indagini, anche in questo caso, i filmati delle telecamere presenti nella zona, che hanno consentito di individuare il modello del veicolo utilizzato dai malfattori. Alcune ritraevano i malviventi pochi istanti prima di fare irruzione, mentre si aggiravano a bordo dell’utilitaria, auto peraltro già notata dai militari della Stazione di Lizzano in perlustrazione con a bordo il MOTOLESE e un altro giovane del posto: Giuseppe MELE, incensurato di 26 anni. Per movenze e caratteristiche fisiche sono entrambi somiglianti ai malfattori immortalati dalla videosorveglianza del negozio rapinato. In particolare dagli accertamenti antropometrici effettuati dai militari della
Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto, la statura dei due rapinatori è risultata compatibile con quella dei due giovani.

MELE Giuseppe

Un terzo episodio si è verificato a Fragagnano il 26 aprile scrso in danno del supermercato già rapinato a febbraio. Alle ore 19:00, due persone con volto travisato da passamontagna, di cui uno armato di pistola, entrarono nell’esercizio e si impossessarono del registratore di cassa contenente 400,00 euro per poi darsi alla fuga a bordo di una Fiat Punto di colore grigio, parcheggiata poco distante e condotta da un terzo complice. Il personale dell’Aliquota Operativa di Manduria, dopo aver ascoltato i testimoni e, anche in questo caso, acquisito le immagini di numerosi impianti di videosorveglianza, hanno ricostruito il percorso seguito dai malviventi a bordo della Fiat Punto di colore grigio, prima e dopo la commissione della rapina. In particolare, gli investigatori, dopo aver individuato alcuni segni caratteristici del mezzo, sono riusciti a dimostrare che il veicolo era lo stesso utilizzato da MOTOLESE.
E’ stato così dimostrato che quel giorno il giovane, alla guida della sua Fiat Punto, si era allontanato da Lizzano per un tempo sufficiente a raggiungere Fragagnano, perpetrare la rapina e ritornare indietro. A questo punto, le indagini si sono indirizzate nei confronti di alcuni soggetti che frequentavano abitualmente Motolese al fine di poter individuare il suo complice. L’attenzione si è focalizzata sul pregiudicato 43enne Salvatore CARLINO, gravato tra l’altro da precedenti specifici, che, per caratteristiche fisiche e per un tatuaggio sull’avambraccio sinistro, risultava pianamente somigliante all’altro rapinatore. Inoltre in una foto postata su un profilo Facebook il 43enne indossava un cappello di foggia e di colore identico a quello indossato dal rapinatore durante la rapina.

CARLINO Salvatore

I Carabinieri sono riusciti infime a raccogliere gravi indizi a carico di MOTOLESE e MELE anche per un singolare tentativo di rapina commesso il 17 maggio scorso in danno della filiale della BNL di Lizzano. Acquisiti e visionati i filmati delle telecamere di uno stabile ubicato di fronte alla banca, i Carabiniri della Stazione di Lizzano hanno riconosciuto il MOTOLESE nel malvivente che, vestito con un giubbetto nero, pantaloni di colore chiaro e scarpe ginniche bianche, dopo essersi coperto il volto con un passamontagna, impugnando un taglierino, si era avvicinato all’ingresso dell’istituto di credito e, attraverso la porta a vetri, aveva minacciato la direttrice e la guardia giurata per farsi aprire la porta, salvo desistere per la reazione degli stessi che gli indicavano di aver chiamato il 112.

Giuseppe MELE, che in quell’occasione era rimsto defilato ed aveva fatto da “palo” in copertura del suo complice, al momento della fuga, preso dalla concitazione, non aveva fatto caso alla presenza delle telecamere ed era passato con il passamontagna alzato sulla fronte lasciando scoperto il volto.

Alla ricerca dei vestiti e dell’arma utilizzata dai malviventi, nei giorni scorsi i militari hanno eseguito alcune perquisizioni rinvenendo alcuni capi di abbigliamento identici a quelli indossati nella la rapina del 13 febbraio e nel tentativo di rapina del 17 maggio.

Nel corso dell’operazione odierna, I Carabinieri, nel corso dell’operazione odierna hanno sequestrato presso l’abitazione del MOTOLESE una pistola a salve cal.8, marca Bruni, abilmente modificata per renderla strumento atto ad offendere.

I destinatari delle misure sono stati associati presso la Casa Circondariale di Taranto. Sono in corso accertamenti intesi a verificare il coinvolgimento dei soggetti in altre rapine con modus operandi simile compiute nel settore orientale della provincia ionica nei mesi scorsi.

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Gli arrestati sono:

1. MOTOLESE GIUSEPPE, NATO A TARANTO, IL 20/04/1989, CELIBE, NULLAFACENTE, PREGIUDICATO, al quale il gip contesta il reato di FURTO AGGRAVATO e CONCORSO IN RAPINA AGGRAVATA PER L’EPISODIO DEL 13 FEBBRAIO, RAPINA AGGRAVATA IN CONCORSO PER GLI EPISODI DEL 6 E 26 APRILE, TENTATA RAPINA PER L’EPISODIO DEL 17 MAGGIO e FURTO AGGRAVATO PER I FATTI DEL 13 FEBBRAIO.

2. MELE GIUSEPPE, NATO A TARANTO, IL 09/01/1991, CELIBE, NULLAFACENTE, INCENSURATO, al quale il gip contesta il reato di CONCORSO IN RAPINA AGGRAVATA PER L’EPISODIO DEL 6 APRILE E TENTATA RAPINA PER L’EPISODIO DEL 17 MAGGIO;

3. CARLINO SALVATORE, NATO A TARANTO, IL 23/03/1974, CONIUGATO, NULLAFACENTE, PREGIUDICATO, al quale il gip contesta il reato di CONCORSO IN RAPINA AGGRAVATA PER L’EPISODIO DEL 26 APRILE;

4. CARRIERI ANTONIO, NATO A TARANTO, IL 23/08/1980, CONIUGATO, NULLAFACENTE, PREGIUDICATO, IN ATTO RISTRETTO CASA CIRCONDARIALE TARANTO, al quale il gip contesta il reato di CONCORSO IN RAPINA AGGRAVATA E FURTO AGGRAVATO PER I FATTI DEL 13 FEBBRAIO.

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