Morgante: “Il nuovo depuratore è un successo e non una sconfitta”

Il giorno dopo l’attesissimo incontro con il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che in Prefettura a Taranto, ha chiarito a comitati e associazioni tutti i contorni della vicenda legata al depuratore consortile Manduria – Sava, chiudendo definitivamente la partita, il consigliere regionale di Alleanza Popolare Luigi Morgante invita a riflettere sui risultati positivi conseguiti che rappresentano un vero e proprio successo se si pensa a come era la situazione di partenza.
“Dobbiamo celebrare un successo del territorio e delle comunità interessate, non una sconfitta. Perché le polemiche – spesso strumentali e fuorvianti – degli ultimi mesi e delle ultime settimane intorno al nuovo progetto del depuratore consortile di Sava – Manduria – Marine di Manduria hanno fatto dimenticare da dove eravamo partiti, dieci anni fa: da un progetto di depuratore con condotta sottomarina e scarico a mare, da tutti fortemente avversato – amministrazioni di colore diverso, associazioni, movimenti, cittadini – e contro la sua realizzazione ci siamo battuti con forza e ostinazione, senza però ottenere alcun confronto e ascolto dalla precedente amministrazione Vendola. Appena eletto in consiglio regionale- afferma ancora Morgante – ho allora portato quella stessa battaglia all’interno dell’ente, e ho contribuito –attraverso l’approvazione di un ordine del giorno per la modifica del Piano di Tutela delle Acque – ad aprire una nuova fase, con l’attivazione di un canale di comunicazione e dialogo costruttivo al punto da arrivare a raggiungere l’obiettivo insperato eppure necessario: la stesura di un nuovo progetto senza più la condotta sottomarina e che prevede il totale riuso irriguo delle acque, attraverso la realizzazione di buffer ecologici di tecnologia avanzata. Un impianto in grado di soddisfare pienamente le esigenze e le aspettative del territorio, di preservare l’ambiente e azzerare qualunque ipotesi di inquinamento, e che non poteva e non può essere messo in discussione per la sua collocazione. Il presidente Michele Emiliano, con la delibera di giunta dello scorso 11 luglio ha completato l’iter amministrativo avviato da quell’ordine del giorno, e il suo intervento ieri nella prefettura di Taranto è stato chiaro e perentorio, ribadendo il rispetto degli impegni assunti, la volontà di andare avanti con i lavori e l’impossibilità di pensare, arrivati ormai a questa fase, a collocazioni alternative: perché le comunità di Manduria, delle marine di Manduria e Sava vivono sulla propria pelle, da troppo tempo, uno stallo che produce oggi inquinamento e disagi non più ulteriormente tollerabili. Una posizione che non deve essere interpretata come una forzatura (soprattutto alla luce della mancata assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione comunale di Manduria)- prosegue il consiglieri di AP smorzando i toni polemici – ma come la logica e migliore conclusione di un processo lungo, articolato, tormentato. Adesso occorre unicamente concentrarsi sui possibili interventi per rendere ancora più armonico l’impianto stesso con l’ambiente circostante, tenendo ben presente che si tratta di importanti dettagli, con il prezioso contributo della comunità di Avetrana. E superare pregiudizi e chiusure fini a se stesse, perché la posta in gioco, il futuro della nostra collettività, è infinitamente più importante della carriera e dell’interesse dei singoli.”
Morgante, a questo punto, sposta l’attenzione sul prossimo importante obiettivo da raggiungere.
“Ed è propedeutica alla nuova sfida – afferma – che sono pronto a lanciare dopo quella per il depuratore, raccogliendo ancora una volta le istanze del territorio: la progettazione e il finanziamento di una vera rete fognaria a Sava, Manduria e Marine di Manduria”.

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