Martina Franca: chirurgia laparoscopica mininvasiva per la cura di tumori e patologie benigne

L’unità operativa, guidata dal dottor Anselmo Rosellini, interviene sulle patologie del tratto gastro-intestinale, utilizzando tecniche avanzate poco invasive per permettere al paziente la ripresa funzionale e una migliore qualità della vita.

Il trattamento e la cura dei tumori del tratto gastro-intestinale sono particolarmente rilevanti sia per la diffusione di questo tipo di neoplasie – il tumore al colon-retto è il secondo per incidenza nel nostro Paese – sia perché spesso richiedono non solo massicci trattamenti oncologici ma anche interventi chirurgici che possono impattare pesantemente sulla qualità della vita del paziente. Per questo, negli ultimi anni, l’approccio chirurgico si è impegnato per lo sviluppo di tecniche mininvasive che permettono, laddove vi siano le condizioni, di limitare gli interventi demolitivi. All’ospedale di Martina Franca, la Struttura Complessa di Chirurgia generale, guidata dal dottor Anselmo Rosellini, è specializzata proprio nella chirurgia laparoscopica avanzata per patologie dell’apparato gastro-enterico e, grazie a un team di chirurghi che unisce esperienza e alta professionalizzazione, effettua interventi di alta qualità al pari di altri centri che operano su un numero maggiore di pazienti. La chirurgia laparoscopica avanzata viene utilizzata per trattare sia le patologie maligne sia quelle benigne.

“Circa il 70% degli interventi qui a Martina viene effettuato con la chirurgia laparoscopica avanzata – afferma il dottor Anselmo Rosellini – per poter offrire ai pazienti un intervento meno invasivo, con minori tempi di recupero e minori disagi nel post operatorio. Il nostro obiettivo è quello di offrire ai pazienti in trattamento oncologico la migliore metodologia di intervento possibile, sia per la cura della malattia, sia per la qualità della vita dopo l’operazione.”

Tra gli altri, vengono eseguiti in laparoscopia gli interventi sulle patologie benigne, come ad esempio le ernie inguinali bilaterali e i laparoceli, ovvero le ernie che si formano su una cicatrice dopo un intervento di chirurgia addominale, ma anche le problematiche legate alle metastasi epatiche. In questo caso, come ci spiega il dottor Paolo Frattini “le lesioni nella parte anteriore del fegato vengono trattate con il supporto di una ecografia intraoperatoria, in modo da poter utilizzare il modo meno invasivo possibile, garantendo in ogni caso la riuscita dell’intervento.”

A Martina Franca, inoltre, nei casi in cui le condizioni lo permettono, viene utilizzata una tecnica innovativa anche per il trattamento di neoplasie del colon-retto che permette, in gran parte dei casi, di lasciare inalterate le funzionalità dell’apparato sfinterale e, quindi, non dover ricorrere al sacchetto permanente. Si tratta della tecnica mini-invasiva TAMIS, resezioni mini-invasive trans-anali e laparoscopiche, che permette di asportare completamente un gruppo selezionato di tumori per via trans-anali senza alcun accesso chirurgico addominale.

Il lavoro di cura del reparto si completa con le attività ambulatoriali. Sono quattro gli ambulatori, chirurgia generale, colonproctologia, stomaterapia e vulnologia, per una valutazione completa e una risposta a qualsiasi tipo di problematica inerente l’ambito chirurgico.

“Quando si parla di cancro, il primo pensiero è quello di intervenire per salvare la vita e guarire il paziente – afferma Vito Colacicco, direttore generale Asl Taranto – ma è ugualmente importante pensare anche alla qualità della vita che queste persone poi avranno. Per questa ragione, l’utilizzo di tecniche aggiornate, che possono ridurre gli interventi demolitivi, denota anche la qualità del sistema sanitario. La preparazione e la professionalità dei nostri medici sono al servizio del paziente, per offrirgli non solo la cura ma anche buoni livelli di vita.”