Manduria: Uffici del Giudice di Pace. E’ muro contro muro

Sulla vicenda dell’ubicazione della sede del Giudice di Pace a Manduria resta il muro contro muro tra
il sindaco dott. Roberto Massafra e i genitori degli alunni dell’I.C. Don Bosco di Manduria. Si sta ancora valutando se una delle sedi più accreditate, la struttura del Centro per l’Impiego, può concretamente ospitare anche gli Uffici giudiziari. A quanto pare l’edificio potrebbe non essere diviso perché non avrebbe le doppie uscite di sicurezza.
I dirigenti di entrambi gli Uffici hanno dato la loro disponibilità a coesistere. Per far questo si attende un certificato che attesti che, in base ai criteri di sicurezza e al numero di utenti d’ogni ufficio, non esisterebbero problemi di promiscuità. I problemi nascono se tale coesistenza non dovesse essere possibile. In tal caso il Sindaco ha già annunciato che tornerà a puntare dritto sulla Scuola. I genitori naturalmente hanno ribadito il no fermo a questa scelta perché le aule che si intendono “requisire” sono utilizzate dalla scuola per svolgere le attività didattiche.
Questo il commento che una mamma, Nicla Macina, ha postato su Facebook facendo conoscere le sue valutazioni sull’incontro che si è tenuto a porte chiuse.
A margine dell’ incontro tenutosi oggi nella stanza del sindaco Dott. Massafra alla presenza del Dott. Filomena per il Giudice di pace, del dott. Rusciano per l’ufficio scolastico provinciale, Dottoressa Bisci per il centro dell’impiego, Dottoressa Calabrese preside dell’ IC DON BOSCO, Avvocato De Sario Presidente del consiglio di Istituto, una delegazione di Avvocati manduriani, una delegazione di genitori e docenti non può non sottolinearsi come si sia trattato solo di una tavola rotonda farsa. Una commedia portata in scena nel disperato tentativo di imporre una decisione facendola passare per condivisa. Nonostante si sia registrata in detta tavola rotonda istituzionale la disponibilità e la volontà di collaborazione tra gli uffici del giudice di pace e gli uffici del centro per l’impiego, ai quali va il plauso e il ringraziamento dei genitori, ci si ostina a “minacciare” un atto d’imperio mostrando solo ed esclusivamente una chiusura totale è l’incapacità di confrontarsi su temi (come la disabilità in ambito scolastico) che invece impongono il massimo rispetto proprio da chi, in virtù del ruolo ricoperto, dovrebbe tutelare e garantire diritti ed opportunità. Ci si fa garanti a parole ma le parole si scontrano con la cruda verità della dislocazione delle aule e delle sezioni all’interno dei padiglioni dell’istituto comprensivo. Nella foto che si allega l’intera pianta dell’ I.C. DON BOSCO. Ognuno guardandola potrà capire da che parte sta la verità. Si è quindi stanchi dell’ambiguità mostrata tra le dichiarazioni e le azioni e dato l’ultimatum ricevuto secondo cui “se sarò costretto adotterò un atto d’imperio” ci auspichiamo che una volta per tutte si giochi a carte scoperte e che sia adottato l’atto d’imperio, se ne sussistono i presupposti, consentendo a chi si oppone non aprioristicamente ma sulla base delle criticità, esigenze, e bisogni della popolazione scolastica di opporsi nelle sedi opportune. Si ribadisce che l’unico motivo che spinge e anima i genitori alla protesta è che LE AULE NON SONO VUOTE. DIMOSTRARECI IL CONTRARIO, MAGARI FACENDO UN SOPRALLUOGO….. OVVIAMENTE DURANTE L’ANNO SCOLASTICO!”

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