Manduria Migliore: Troppo elevate le tariffe per lo Sportello Unico Attività Produttive.

250,00 euro per una richiesta di conferenza di servizi, 500,00 per un autocollaudo. Sono questi solo alcuni esempi degli importi fissati dala Delibera di Giunta del 4/11/2015 con cui è stato approvato uno schema tariffario ben preciso in riferimento all’attività dello Sportello Unico per le Attività Produttive.

E’ l’associazione politico-culturale Manduria Migliore a porre l’attenzione sul provvedimento sottolineando che “Posto che molti Comuni, anche a noi vicini, hanno deciso di non applicare tariffe perl’inoltro delle pratiche”, “le tariffe applicate dal Comune di Manduria sono mediamente più alte di molti altri Comuni che hanno deciso di applicarle.
“A prescindere dalla liceità della delibera in questione, – si legge in una nota – viene spontaneo a tal proposito chiedersi come sia stato possibile da parte dell’Amministrazione Comunale, non aver preso in considerazione un aspetto che supera di gran lunga la portata legislativa: quello morale. In un periodo di crisi come quello che sta vivendo la nostra cittadina, come si può pensare di
stimolare l’economia manduriana imponendo nuove tasse e tariffe sulle istruttorie riferite all’attività dello Sportello Unico (strumento peraltro esistente ad oggi solo sulla carta). Per logica le richieste del cittadino dovrebbero essere accolte a braccia aperte dall’ente a lui più vicino, in questo modo invece si ha l’effetto inverso. Si va a mettere le mani nelle tasche delle persone e a ledere la stessa volontà del singolo di fare impresa”.
“Parliamo, pur tuttavia, – prosegue Manduria Migliore – della medesima Amministrazione che, mentre da un lato pensa di risolvere i
problemi di ordine pubblico obbligando i locali pubblici a chiudere prima, dall’altro non si vergogna nemmeno ad aumentare le tariffe di accesso alle strutture sportive comunali, salvo poi “accorgersi” che non sono agibili”.
“È ovvia la volontà di fare cassa attraverso questa delibera da parte del Comune di Manduria; ma tanti interrogativi restano ancora vivi. Chi garantisce al cittadino che, dopo aver investito il suo danaro per pagare le spese di istruttoria, la sua pratica avrà avuto un risultato positivo? Chi lo assicura che il servizio svolto dal comune sarà efficiente in ogni sua sfaccettatura e, nel caso che così non fosse, chi lo manleverà da una probabile perdita di denaro?”
“Vorremmo tanto poter confidare in un risveglio del senso pratico e morale in chi ci amministra. – conclude la nota – Non è aumentando le entrate che si sfugge alla crisi; occorre al contrario rendere controllabili le uscite, tagliare gli sprechi e tuttalpiù ridimensionare le tasse. Ma forse pretendiamo troppo”.

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