Manduria ancora su RAIUNO: “A Sua Immagine” per parlare di SAN PIETRO

Manduria non è solo luogo di storia e bellezza incontaminata della natura ma è anche importante mèta dal punto di vista del turismo religioso.

Dopo il mare, la salina cuore della Riserva Naturale, il Parco Archeologico che racchiude la storia dei Messapi, ora su Rai Uno “sbarca” anche l’aspetto religioso della comunità manduriana legata fortemente a San Pietro.

Sabato 24 luglio su Raiuno alle 15.45 il programma “A sua Immagine” sarà a San Pietro in Bevagna. All’interno di una puntata condotta da Lorena Bianchetti dedicata a Taranto, il giornalista Paolo Balduzzi racconterà la tradizione dello sbarco di San Pietro sulle coste salentine. Firma il servizio Maria Amata Calò, regista di origine manduriana.

(Nela foto Maria Amata Calò – Regista e Autore Tv)   

 

La devozione popolare per Principe degli Apostoli è testimoniata da numerosi segnali e riferimenti a San Pietro in Bevagna, la località marittima di Manduria, che conserva nel suo toponimo l’antica tradizione petrina. L’antico rito della processione che da tempo immemorabile si svolge da Manduria a S. Pietro in Bevagna intende proprio fare memoria dello sbarco dell’Apostolo, dovuto, secondo la tradizione petrina, ad un naufragio. Segni di un antico naufragio, a dire il vero, sono ben evidenti a pochi metri da questa costa: i ben noti sarcofagi di marmo grezzo che fan bella mostra di sé sui trasparenti fondali marini.  Proprio accanto alla necropoli messapica, sempre ricca di sorprese archeologiche, sorge l’antichissima chiesetta di San Pietro Mandurino, munita di un ipogeo a colonne scavate nel tufo, adornato di affreschi che qualche studioso (tra cui il Petrucci) considera almeno in parte paleocristiani. Al di sopra di questa costruzione sotterranea, un consumato affresco raffigurante San Pietro accoglie il visitatore: su di esso campeggia un’incisione che in questo “templum vetustissimum” è dedicata “apostolorum principi”.
Le leggende, misto di elementi autentici e fittizi, spesso strettamente intrecciati sono il collante di tutti questi segnali:

  • C’è la leggenda legata allo sbarco di San Pietro Apostolo sul lido di Bevagna nell’anno 44 D.C., dopo un naufragio causato da un forte vento di scirocco. Si dice che egli avrebbe convertito al cristianesimo Fellone, il signore del vicino villaggio di Felline, permettendogli, dopo il battesimo avvenuto proprio nelle acque del fiume Chidro, di guarire all’istante dalla lebbra che lo aveva colpito. In seguito, il Santo avrebbe convertito, battezzato e guarito dalla malattia le genti vicine, fino a Oria e a tutto il Salento, per poi proseguire il suo viaggio fino a Roma.
  • Un’altra leggenda narra invece che San Pietro, mentre si raccoglieva in penitenza, avrebbe attraversato il Chidro piangendo per aver tradito Gesù e che le sue lacrime si sarebbero trasformate in conchiglie. Considerate come la pietrificazione di quelle lacrime, gli abitanti di una volta erano soliti raccogliere e conservare come reliquie queste “Lacrime di S. Pietro”.
  • Un’ultima storia racconta invece che, alla vista di una statua di Zeus presso il fiume, il Santo si sarebbe fatto il segno della croce frantumando per miracolo la scultura, così da permettere i primi battesimi dei pagani locali in queste acque.
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