L’Inps taglia le visite fiscali, preoccupazione dei medici

Taranto – Le forbici statali della spending review colpiscono il futuro lavorativo dei medici fiscali, con gravi ripercussioni sulla collettività. A lanciare l’allarme sono stati nel corso di una conferenza stampa nel capoluogo jonico, i dottori Filippo ANELLI, Cosimo NUME ed Emanuele VINCI, presidenti rispettivamente degli Ordini di Bari, Taranto e Brindisi ed i medici fiscali Inps pugliesi, tra cui il dottor Giuseppe Vitale ed il dottor Antonio Centonze, rappresentante regionale dell’associazione Anmefi. Presenti anche le segreterie generali dei sindacati Anaao Cosimo Lodeserto, Cimo Arturo Oliva e Fimmg Ignazio Aprile.
Si tratta di 1.381 professionisti in tutta Italia, 7 dei quali in attività a Taranto e provincia. Questi medici, sulla base di un contratto di convenzione con l’Inps, sono impegnati ogni giorno nell’espletamento dei controlli medici dei lavoratori. Le visite fiscali sono suddivise in due tipologie: quelle eseguite su richiesta delle aziende e quelle stabilite d’ufficio dall’Inps, che sono la stragrande maggioranza.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti sono state ripercorse le tappe della vicenda, iniziata lo scorso 30 aprile quando l’’Inps comunicò che erano stati sospesi i controlli disposti d’ufficio dall’ente e che i medici avrebbero potuto effettuare solo le visite richieste dalle aziende. Notizia tra l’altro ricevuta senza alcun preavviso tramite intranet agli Uffici provinciali dell’inps. Il rapporto dell’attività di ogni medico fiscale prima dei tagli era di circa il 90 per cento da visite di ufficio e solo per il 10 per cento da verifiche su richiesta dei datori di lavoro. La sospensione delle visite d’ufficio colpisce, dunque, la parte più consistente dell’attività di questi professionisti che, tra l’altro, sono pagati sulla base delle prestazioni eseguite. Tutto ciò a dispetto di una convenzione che prevede un massimo di ventuno visite settimanali ed un minimo di dodici. Per comprendere la gravità della situazione, è sufficiente fare riferimento ad alcuni numeri di carattere nazionale: nel 2012 l’Inps ha effettuato 1 milione e 300mila visite, di queste 970mila disposte d’ufficio, 330mila su richiesta. A seguito dei tagli saranno perse circa 970mila visite all’anno. Alla luce di questa situazione i presidenti degli Ordini pugliesi ed i medici fiscali hanno espresso tutta la loro preoccupazione: la decisione dell’Inps rischia, infatti, di decretare la fine di un’attività esercitata da decenni, in regime di incompatibilità con qualsiasi altro incarico professionale. Per molti di questi medici, che hanno un’età compresa tra i quaranta ed i cinquant’anni, sarà molto difficile ricollocarsi nel mercato del lavoro, avendo a suo tempo optato per la Medicina fiscale. Gravi le ripercussioni anche per la collettività: questa situazione, infatti, rischia di provocare l’aumento della spesa sociale per l’indennità di malattia, visto che le visite mediche rappresentano da sempre un deterrente all’assenteismo.
Diverse finora le iniziative messe in campo dai medici fiscali, ma ancora senza alcun risultato tangibile. La manifestazione di protesta a Roma, il colloquio con diversi sottosegretari ed alcune interrogazioni parlamentari sono servite solo a far assegnare ai medici due visite d’ufficio al mese.
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per parlare di altre due iniziative messe in campo dall’Ordine di Taranto, in collaborazione con quelli delle altre province pugliesi e con la Federazione nazionale. Il dottor Nume ha lanciato nuovamente la richiesta al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola di istituire al più presto il Consiglio regionale di Sanità, sull’esempio delle Regioni Toscana Ed Emilia Romagna. Il presidente, infine, ha annunciato per il prossimo 28 settembre lo svolgimento a Taranto di un convegno su Salute, Ambiente e Lavoro, organizzato con la Federazione nazionale degli Ordini, che porterà in terra jonica i massimi esperti delle diverse branche interessate al rapporto tra inquinamento e salute.
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