Leo (SIB): Saggia la decisione di Emiliano di evitare condotta sottomarina

La condotta sottomarina del depuratore di Sava e Manduria non piace a nessuno. Comitati di cittadini e di ambientalisti, amministratori, esperti e opinionisti, vip più o meno famosi danno vita ad un fronte del ‘NO’, sempre più ampio. Ciò malgrado il timore che i lavori dell’impianto – per ora bloccati, e mai partiti per un impiccio burocratico – possano essere avviati, non è del tutto scongiurato.
Lo stesso neo presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, si è dichiarato contro, ed in attesa di trovare una soluzione alternativa allo scarico a mare, ha ‘saggiamente’ deciso per la sospensione dei lavori. La questione è però solo rinviata, ciò non significa infatti che sia stato deciso quale strada intraprendere. C’è di positivo la dichiarata volontà del cambio di indirizzo delle politiche regionali in materia di gestione dei reflui, soprattutto per quanto concerne lo sversamento a mare. Orientamento che nasce dalla consapevolezza che è difficile convincere i turisti che le acque sversate in mare sono depurate e quindi balneabili.
La revisione del Piano di tutela delle acque avviato da qualche tempo è l’occasione giusta per individuare altri percorsi, per esempio il riutilizzo delle acque in agricoltura. Soluzione che tuttavia non escluderebbe del tutto – sostengono i tecnici- l’ipotesi di dover comunque realizzare la condotta sottomarina, necessaria per lo smaltimento del troppo pieno.
“Bene ha fatto comunque il presidente Emiliano – sottolinea il presidente provinciale del SIB, Vincenzo Leo – a decidere il blocco dei lavori nell’attesa che esperti e progettisti si mettano d’accordo sui pro e i contro delle varie ipotesi allo studio. E’ in gioco la salvaguardia di un habitat di grande valore ambientale e l’economia di un territorio.

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