La coalizione del candidato sindaco Gregorio Pecoraro: Quale futuro per l’Ospedale Giannuzzi di Manduria nell’era Covid?

E’ come una pianta a cui deliberatamente si è scelto di non dare più acqua e farla seccare.” E’ il paragone utilizzato dalla coalizione del candidato sindaco Gregorio Pecoraro per rendere meglio l’idea della situazione, ponendo la luce sulle pessime condizioni in cui versa l’Ospedale ‘M. Giannuzzi’ di Manduria.

Occorre un serio piano di rilancio dell’unità ospedaliera. – prosegue – La realtà dell’ospedale “Marianna Giannuzzi” appare drammaticamente al collasso. Tutti i reparti sono in grave sofferenza.

Difficile è l’approvvigionamento di farmaci e di presidi sanitari, difficile è la manutenzione delle apparecchiature e della strumentazione sanitaria. Diviene inevitabile l’insicurezza sul posto di lavoro ed i rischi per i pazienti e per gli operatori sono elevati. Molti medici, sottoposti a turni di lavoro estenuanti, hanno preferito licenziarsi per approdare ad altre realtà lavorative. La cardiologia, la rianimazione, la radiologia ed il pronto soccorso non hanno medici sufficienti a garantire turni di lavoro nelle 24 ore.

L’opera di smantellamento e di depotenziamento dell’ospedale è sotto gli occhi di tutti ed appare oggi il frutto di una volontà politica che è iniziata circa 10 anni fa.

L’ultimo piano regionale di riordino della rete ospedaliera ha inferto un ennesimo colpo , sentenziando il declassamento del nostro ospedale ad ospedale di base con la perdita dell’UTIC, della ginecologia con l’ostetricia e della pediatria con il nido. Inoltre, tale piano sanitario regionale , redatto in conformità alle direttive del DM 70/2015, stabilisce un numero minimo di posti letto per acuti molto più basso rispetto ad altre realtà europee , senza la certezza di una alternativa di cura territoriale. Tale contrazione di posti letto mina alle fondamenta la qualità dell’offerta sanitaria. La dimensione di un ospedale è molto importante perché concorre a determinare la capacità di erogare in modo ottimale (efficiente ed efficace) le risorse destinate. L’alta densità, inoltre, di posti letto facilità l’acquisizione di esperienza derivante dalla varietà e dal “peso” dei casi clinici trattati.”

Ma la coalizione contestualizza il presidio ospedaliero in questo momento particolare di emergenza sanitaria da covid-19

A livello governativo di recente è stato varato il decreto ‘Rilancio’ , che prevede, fra l’altro, una risistemazione della rete ospedaliera in funzione di una possibile nuova ondata epidemica di Sars Covid-19, puntando ad un incremento dei posti letto di terapia intensiva e all’individuazione di aree e percorsi distinti per il “covid”, salvaguardando altre aree di intervento, al fine di non depotenziare l’offerta sanitaria dedicata alle altre patologie.

A questo punto è lecito domandarsi: cosa prevede questo piano per l’ospedale di Manduria?

Il decreto “Rilancio” e i fondi che arriveranno dal MES potrebbero fornire l’occasione di una correzione di rotta che deve necessariamente prevedere questi passaggi:

1) Bandire qualsiasi progetto palese o subdolo di chiusura dell’ospedale ‘M. Giannuzzi’ di Manduria o di semplice riconversione, che miri unicamente ad una indiscriminata contrazione di personale medico ed infermieristico.

2) Tracciare e rendere pubblico un profilo sanitario della popolazione, analizzandone i fattori epidemiologici, l’età anagrafica, la mappa dei rischi ed i bisogni di salute dei residenti, i flussi di accesso alle strutture o quelli della migrazione sanitaria.

La coalizione del candidato sindaco Gregorio Pecoraro, al cui progetto collaborano anche medici e operatori sanitari, è convinta dell’assoluta centralità dell’ospedale ‘M. Giannuzzi’ come presidio sanitario al servizio della comunità manduriana e dei comuni limitrofi.

In tal senso, – conclude la nota – si impegnerà con tutte le forze a promuovere nelle sedi istituzionali competenti un piano di rilancio dell’ospedale , a tutela della salute dei cittadini e dei posti di lavoro necessari per l’erogazione efficiente del servizio ospedaliero.”

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