Ilva: ai domiciliari 4 dei fiduciari arrestati.

Taranto – Il Tribunale del Riesame di Taranto ha deciso di scarcerare e porre ai domiciliari quattro dei cinque fiduciari dell’azienda siderurgica Ilva arrestati lo scorso 6 settembre da militari della Guardia di Finanza del capoluogo jonico in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip in seguito ai nuovi sviluppi dell’inchiesta denominata “Ambiente Svenduto”. Si tratta di Agostino Pastorino, Giovanni Rebaioli, Enrico Bessoni e Alfredo Ceriani. I loro difensori avevano chiesto la revoca totale del provvedimento. Verrà invece discusso domani il ricorso presentato dai legali del quinto arrestato, Lanfranco Legnani, sottoposto fin dall’inizio ai domiciliari per motivi di età.
In seguito a quanto emerso dagli approfondimenti investigativi, è stato ipotizzato che gli indagati, scelti direttamente dalla proprietà, abbiano per anni (fin dall’insediamento del Gruppo Riva a Taranto avvenuto nel 1995), tenuto sotto stretto controllo lo stabilimento, avendo il compito effettivo di verificare l’operato dei dipendenti, assicurandosi che fossero rispettate le logiche aziendali.
I fiduciari, pur non avendo, nella maggior parte dei casi, responsabilità “ufficiali”, avrebbero dettato disposizioni su tutte le decisioni da adottare. Dallo stesso gruppo sarebbero dipese anche le decisioni dei vari capi-area. Sempre secondo l’ipotesi accusatoria, nello stabilimento siderurgico tarantino, la proprietà avrebbe ideato e strutturato una “governance” di tipo parallelo, un vero e proprio “governo-ombra” che si avvaleva di personale dipendente da altri stabilimenti Ilva o da società appartenenti allo stesso Gruppo; personale dipendente direttamente dalla Riva Fire Spa; consulenti esterni (solitamente attraverso società in accomandita semplice), sia inquadrati che non nell’organigramma aziendale del Gruppo Riva
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