#ildolorenonvainvacanza al Moscati di Taranto

“L’umanità in corsia è un aspetto fondamentale, perché curativo per il malato. Oggi lo scrittore Fabio Salvatore lo ha dimostrato, donando un sollievo con
la sua opera”. Il primario di oncologia dell’ospedale “Moscati” di Taranto dott. Salvatore Pisconti ha accolto così la tappa jonica del progetto #ildolorenonvaincanza. Ideatore e protagonista lo scrittore Fabio Salvatore, che ha distribuito ai pazienti del reparto di oncologia tarantino copie del suo libro Il tuo nome è Francesco, diventato un “cult” sulla via della fede e del perdono. Al suo fianco c’erano il priore della Confraternita Maria Santissima Addolorata e San Domenico di Taranto l’ing. Raffaele Vecchi, il Padre spirituale Mons. Cosimo Quaranta ed il Rappresentante del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Jonico geom. Maurizio Calì.
L’iniziativa #ildolorenonvainvacanza, che ieri e l’altro ieri ha toccato l’Oncologico di Bari ed il “Miulli” di Acquaviva, è “nata per dare un messaggio di speranza e vicinanza a chi soffre in un periodo di grande fatica fisica e interiore come quello estivo” ha spiegato alla stampa Fabio Salvatore.
L’incontro al “Moscati” di Taranto è stato promosso da Magna Grecia Awards e dalla Venerabile Confraternita Maria Santissima Addolorata e San Domenico di Taranto, alla quale sono andate anche delle copie del libro di Salvatore che saranno distribuite a pazienti affetti da patologie tumorali e che godono del sostegno psicologico da parte della Confraternita stessa, che porta avanti la sua opera sociale nella città Vecchia di Taranto.

“Il tuo nome è Francesco”
Fabio Salvatore ha perso il padre in un incidente stradale nel 2008. A distanza di sei anni ecco un libro intimo e spirituale, la narrazione del cammino ad Assisi ma soprattutto dentro se stesso, nella fatica e nella gioia del perdono.
È la voce di un figlio che non ha ancora avuto giustizia dallo stato italiano, che rischia di vedere il processo per la morte di suo padre andare in prescrizione. Un caso di malagiustizia che Fabio affronta tuttora con forza, con uno spirito cattolico improntato al perdono dei colpevoli ma non all’oblìo della perdita subita. Un tema di grande attualità in un momento in cui il reato di omicidio stradale è argomento di discussione estremamente rilevante. È dal 2011 che si parla dell’introduzione del nuovo possibile reato, ma in tre anni non si sono fatti passi avanti.

Queste pagine sono uno scrigno prezioso a cui attingere perle di speranza e di conforto. Il racconto del pellegrinaggio spirituale compiuto da Fabio Salvatore sulle tracce di Francesco d’Assisi è un viaggio dell’anima, un’avventura che lo porta a perdonare i responsabili – ancora impuniti – dell’incidente stradale in cui ha perso la vita il padre, vivendo sulla propria carne quella misericordia che è stata la parola d’ordine dell’esordio del pontificato di papa Francesco.

Sono passati sei anni da quando è stato ucciso, il 20 gennaio 2008. Sembra ieri che mangiava con noi, litigava con noi, ci salutava al mattino, occupava quello spazio per certi versi distante e misterioso che un padre occupa sempre in una casa, in una famiglia, di fronte agli occhi di un bambino, e di un adolescente, e poi di un giovane adulto.

FABIO SALVATORE
Nato nel 1975, scrittore e regista, inizia la sua carriera artistica in teatro. Formato e diretto da grandi maestri – Enzo Garinei, Walter Manfrè, Corrado Veneziano, Giorgio Albertazzi – ha interpretato ruoli in importanti produzioni teatrali, televisive e cinematografiche.
Fondatore del Magna Grecia Awards, ha diretto spot sociali e numerose opere teatrali. Ha scritto Cancro, non mi fai paura (2008), La paura non esiste (2010), Ti cerco da sempre (2010). Ha scelto la scrittura come terapia alla sua sofferenza e per essere testimone vivo di una fede che sposta le montagne. Per Piemme ha pubblicato con successo il volume A braccia aperte fra le nuvole (2012).

Pisconti-Salvatore ph Max Todaro

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